'Come Sinistra civica Formigine, pur respingendo e condannando la violenza soprattutto come azione politica, sappiamo chiaramente distinguere l'uso di questa come strumento di sopraffazione e dominio antidemocratico da quella utilizzata per la difesa del diritto alla liberazione dalle dittature e all'autodeterminazione. Ed è per questo, che riteniamo inaccettabile che tra le persone da commemorare vi siano cittadini che fiancheggiavano o facevano parte direttamente di organizzazioni o partiti che con il sopruso, la violenza e l'abolizione dei più elementari diritti democratici hanno governato il nostro paese; anche se essi stesse vittime di quel clima d'odio da loro stessi scatenato. La revisione della storia è una cosa seria da maneggiare con cura e prudenza, non la si può applicare attraverso la spartizione dell'intitolazione di vie e piazze'. Con queste parole Sinistra Civica Formigine, attraverso Claudio Botti e Flavio Novara, dice no alla intitolazione di un parco a Casinalbo a Norma Cossetto.
Parole gravissime e vergognose se si considera la storia di Norma Cossetto alla quale, ricordiamo, nel 2005 venne conferita la medaglia d'oro al valor civile dal Presidente della Repubblica Ciampi.
Norma Cossetto, figlia di Giuseppe Cossetto, dirigente istriano del partito fascista, è stata una studentessa universitaria istriana.
Racconta la sorella Licia Cossetto: 'Ancora adesso la notte ho gli incubi, al ricordo di come l'abbiamo trovata: mani legate dietro alla schiena, tutto aperto sul seno il golfino di lana tirolese comperatoci da papà la volta che ci aveva portate sulle Dolomiti, tutti i vestiti tirati sopra all'addome. Solo il viso mi sembrava abbastanza sereno. Ho cercato di guardare se aveva dei colpi di arma da fuoco, ma non aveva niente; sono convinta che l'abbiano gettata giù ancora viva. Mentre stavo lì, cercando di ricomporla, una signora si è avvicinata e mi ha detto: 'Signorina non le dico il mio nome, ma io quel pomeriggio, dalla mia casa che era vicina alla scuola, dalle imposte socchiuse, ho visto sua sorella legata ad un tavolo e delle belve abusare di lei; alla sera poi ho sentito anche i suoi lamenti: invocava la mamma e chiedeva acqua, ma non ho potuto fare niente, perché avevo paura anch'io''.
Di fronte a questi fatti, che ovviamente non cancellano gli orrori fascisti, ma semplicemente sono altri fatti
Giuseppe Leonelli



