Ovvio che ora per la Lega sarà più difficile accusare Bonaccini di non avere mantenuto (sempre se non riuscirà a farlo) le sue promesse quinquennali. Perchè quella fatta dalla Lega stessa è stata cancellata in meno di un mese.
Castaldini dice di non sentirsi 'orfana' di Borgonzoni come leader dell'opposizione di centrodestra in assemblea legislativa. 'La politica locale si può tranquillamente fare anche avendo a cuore le nostre istanze anche a Roma. Quella di Borgonzoni - afferma la forzista - è una scelta obbligata, c'è una legge che impone che chi è in Senato non possa stare in Consiglio regionale. Lucia ha affrontato due campagna elettorali molto impegnative e il suo leader politico ha scelto che debba essere a Roma, questo non mi scandalizza. Sono molto più preoccupata di un'altra possibilità, che il presidente in carica, Stefano Bonaccini, forte di una grandissima vittoria in un partito molto diviso, diventi il leader del Pd. Questo mi preoccupa molto di più'.
Per Castaldini in Regione 'non c'è per forza bisogna di un leader carismatico' che trascini il centrodestra verso una possibile rivincita. 'Oggi tocca a noi saper fare bene opposizione ed essere credibili. Usciamo da una campagna elettorale dove ci hanno considerato barbari, invece da sempre facciamo opposizione nei consigli comunali, abbiamo una esperienza nelle istituzioni e siamo capacissimi di essere diversi. Non siamo affatto 'a pezzi' e non c'e' bisogno di un leader di riferimento'. Quanto al risultato disastroso di Forza Italia il 26 gennaio, il 'risultato che abbiamo avuto merita una considerazione profonda. Ci siamo visti domenica coi vertici di Forza Italia, oggi è il momento di ricominciare a costruire una forza moderata di cui c'è bisogno'. Il flop 'risente della crisi degli ultimi anni. Molti se ne sono andati, molti hanno puntato di più sulla divisione che sull'unione', sottolinea ancora Castaldini.
Leo

