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'Sanità Emilia Romagna, netto calo visite ed esami diagnostici: così il servizio sanitario taglia le prestazioni'

'Sanità Emilia Romagna, netto calo visite ed esami diagnostici: così il servizio sanitario taglia le prestazioni'

Vignali (Fi): 'Dilatati enormemente i tempi d’attesa, ovvero che parecchie richieste, almeno in alcune realtà, rimangono inevase perché le liste sono chiuse'


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'In Emilia-Romagna si registra una netta diminuzione di prime visite ed esami diagnostici rispetto al periodo precedente la pandemia. È quella la vera causa delle liste d’attesa infinite o addirittura chiuse da approfondire per risolvere il problema'. Lo ha dichiarato il presidente del gruppo Forza Italia nell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, Pietro Vignali.

'Dai dati ufficiali della Regione Emilia-Romagna risulta che nel 2025 sono state erogate 362.572 prime visite in meno rispetto al 2019, anno precedente la pandemia (-9,3%). Per gli esami diagnostici il dato è ancora peggiore: nel 2025 sono stati 814.383 in meno rispetto al 2019 (-11,4%) – ha proseguito il consigliere regionale forzista – Delle due l’una, o in Emilia-Romagna ci si ammala e si cerca di prevenire le malattie molto meno rispetto a sei anni fa, oppure il servizio sanitario pubblico ha notevolmente ridotto l’erogazione di queste prestazioni. Ovviamente, il secondo scenario è molto più probabile e spiegherebbe il perché si sono dilatati enormemente i tempi d’attesa, ovvero che parecchie richieste, almeno in alcune realtà, rimangono inevase perché le liste sono chiuse.

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A sostegno di questa ipotesi c’è anche il riscontro che le aziende che hanno maggiormente diminuito queste prestazioni nel confronto tra 2025 e 2019 (AOU Parma: -28,3% prime visite, -30,6% esami diagnostici; AUSL Bologna -21,5% prime visite, -28,8% esami diagnostici, AUSL Parma -24,9% prime visite, -36,1 % esami diagnostici) sono quelle dove continuo a raccogliere testimonianze di liste d’attesa chiuse per diverse richieste di prestazioni, nonostante le stesse aziende smentiscano queste situazioni'.

'Comunque, il vistoso calo della produzione di prime visite ed esami diagnostici rende evidente che non risponde al vero la performance dell’85% del rispetto dei tempi di legge per la loro esecuzione relativo all’ultimo trimestre del 2025 per tutte le aziende sanitarie del servizio sanitario regionale pubblico. Sono dati non veritieri, in quanto il sistema di monitoraggio regionale non tiene conto di tutte le prestazioni per cui non si riesce ad ottenere l’appuntamento nemmeno in tempi lunghissimi a causa delle liste chiuse o che vanno a riempire liste di galleggiamento o preliste. È un sistema che aggira le indicazioni per un monitoraggio reale e serio delle liste d’attesa su cui sta giustamente insistendo il Ministro della salute Schillaci'.

'Facendo riferimento ai dati di confronto tra il 2025 e il 2019 ho presentato una nuova interrogazione alla Giunta regionale – ha concluso – Oltre a reiterare la richiesta di misure più efficaci per risolvere il problema delle liste

d’attesa, ho chiesto i motivi del netto calo di prime visite e di esami diagnostici e di metterlo in correlazione proprio con il problema delle liste d’attesa che non rispettano i tempi previsti dalla legge o che sono addirittura chiuse'.

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