Se chiamati a governare ci impegniamo a varare un piano casa, che in regione non c'è mai stato, che mantenga ma allo stesso superi la logica ora prioritaria dei contributi. Non più solo diritti ma premio a chi si assume doveri e responsabilità. Oggi c'è un ceto medio, rappresentato da nuclei famigliari con entrata da 1500 - 1600 euro al mese, che non ha accesso ai contributi e allo stesso non riesce più a sostenere un affitto ai prezzi attuali. Una fascia della popolazione che non riesce più a trovare le condizioni per vivere e costruirsi un futuro nelle nostre città. Questo è il nostro riferimento di azione, insieme al mantenimento dei supporti alle fasce più deboli della popolazione. In questo ambito pensiamo alla logica del cohousing da diffondere per le residenze universitarie. Poi l'attuazione dei piano territoriali per la difesa del territorio e del rischio idrogeologico. Per anni non applicati, con l'effetto di avere una sommatoria di enti e di competenze che creano ritardi nella realizzazione delle opere e bloccano la risoluzione dei problemi. Anche in questo caso bisogna ripartire dalle comunità, dalle realtà locali da chi vive e lavora nei luoghi che magari per anni si sono occupati, dalla manutenzione e della tutela dei bacini, ma che da anni sono ignorati e bloccati da una regione che ha la presunzione di governare tutto da viale Aldo Moro. Così come è successo con il varo di una legge urbanistica sbagliata che limita l'attività dei privati e di chi vorrebbe investire e che non può funzionare per tutte le realtà: dal centro di Bologna, al paese rurale da 300 abitanti nell'appennino o in Romagna. Per questo ci assumiamo l'impegno di rivedere questa legge nei primi 100 giorni di governo'.
Sono alcuni punti dell'intervento della candidata civica, sostenuta da tutto il centro destra, alla presidenza della Regione Emilia-Romagna, Elena Ugolini, intervenuta oggi alla presentazione dei candidati modenesi della lista di Forza Italia alle elezioni regionali.
Numerosi gli esempi che Elena Ugolini illustra nel corso della conferenza, insistendo sulla diversità di approccio ai problemi rispetto al competitor del centro sinistra. 'Loro quando c'è un problema non lo affrontano, ma creano una sovrastruttura per affrontarlo, generando più spesa, più problemi da risolvere. I Cau ne sono l'esempio. Noi partiamo dai territori, dall'ascolto delle persone, la regione da anni impone leggi nate in Aldo Moro senza confronto e senza valorizzare l'esperienza dei territori. Una legge urbanistica uguale per territori e comunità profondamente diversi, è cosa che non ha senso e che va rivista'
Poi la sburocratizzazione. L'iniziativa privata, gli investimenti, la libera impresa è soffocata. Agire su questo come su altri fronti come la casa, non è un sogno, è possibile. Noi non promettiamo sogni impossibili, come fa De Pascale, noi vogliano promettere ciò che sappiamo essere possibile fare.
Gi.Ga.


