Chiarezza sulle tante ore trascorse prima dell’intervento operativo sulla falla creata nell'argine del Panaro ceduto, e mancato utilizzo dell’invaso di Sant’Anna alla cassa di espansione sul Panaro finiscono al centro delle interrogazioni di Forza Italia pronte ad essere depositate in parlamento, in consiglio regionale, provinciale e comunale, a Modena e Nonantola, da parte degli esponenti di Forza Italia, Enrico Aimi, senatore, Elisabetta Castaldini, consigliere regionare, Antonio Platis, Consigliere provinciale, Piergiulio Giacobazzi, Consigliere comunale a Modena e Pino Casano, consigliere comunale a Nonantola.
'Sono diverse le zone grigie a cui occorrono risposte chiare e precise. Aipo, Regione e Provincia devono chiarire tempestivamente. La Procura di Modena, come già annunciato ieri dal senatore Aimi - deve aprire un fascicolo per disastro colposo' - affermano gli esponenti di Forza Italia
'Innanzitutto è da chiarire come mai dall’alba fino alle ore 15,30 circa non si sia vista una ruspa sull’argine. Aipo, infatti, ha dichiarato pubblicamente di aver iniziato le operazioni di chiusura della falla a quell’ora e anche dalle testimonianze raccolte, viene confermato che siano trascorse almeno 8 ore prima di intervenire concretamente sulla rottura.
Il sistema di ‘sentinelle’ del fiume ha funzionato?
Il punto di cedimento, stando a diversi cittadini, è più o meno a 20 metri dal luogo in cui nel 2014 i tecnici riuscirono a mettere una pezza ed evitare la rottura. All’epoca l’unico imputato fu un istrice. Quale manutenzione – si interrogano – è stata fatta in questi anni?Sotto la lente degli esponenti di Forza Italia finisce anche la cassa di espansione di San Damaso e Sant’Anna. L’opera è stata realizzata negli anni ‘80, poi, tra modifiche e ampliamenti, AIPO non ha ancora fatto il collaudo definitivo e quindi l’invaso non è stato riempito completamente. Aprire le paratie e riempire tutte le casse d’espansione che possono arrivare a drenare 15milioni di metri cubi d’acqua, avrebbe permesso un significativo alleggerimento della pressione sull’argine spezzato. Perché non è stato riempito tutto l'invaso? Questo fatto è inaccettabile e la catene delle responsabilità va accertata.
Da anni denunciamo sistematicamente che la situazione è critica e da altrettanto tempo siamo sbeffeggiati da chi governa. I problemi ci sono e non sono stati affrontati neppure dopo l’alluvione del 2014 a Bastiglia e Bomporto. Chiediamo immediati risarcimenti a tutte le famiglie e le imprese colpite e una approfondita inchiesta per accertare chi ha sottovalutato e mal gestito la cura dei fiumi.
A portare la questione sul tavolo regionale anche il Consigliere regionale Stefano Bargi con la richiesta di un Question Time per 'chiedere conto alla Giunta Bonaccini di cosa non ha funzionato e della rottura dell’argine del Panaro, con la conseguente esondazione'. In riferimento alle affermazioni dell’assessore regionale all’ambiente Priolo nel corso di un sopralluogo sui terreni alluvionati del modenese e secondo la quale 'L'argine del Secchia ha ceduto per un evento TR50' - che è una terminologia tecnica che vuol dire Tempo di Risposta 50 anni, Bargi sotto ricorda come 'per la sicurezza idraulica si consigliano interventi strutturali che possano reggere ad un TR200'.
'Nelle parole dell’assessore Priolo -accusa Bargi – c'è quindi l’ammissione di aver fatto, da parte della Regione, interventi inadeguati, che non hanno retto nemmeno un TR50. Da qui la necessità che la Giunta risponda con estrema urgenza su quanto accaduto e chiederemo conto – ha concluso il leghista Bargi - delle responsabilità di quanto avvenuto e della mancanza di interventi strutturali necessari e mai realizzati di cui ora il territorio e la popolazione modenese sono chiamati a pagare un prezzo altissimo'



