'Ma voglio essere molto franco - ha continuato Lanzi - l’assenso di oggi può trasformarsi molto rapidamente in un No a qualsiasi misura il Governo varerà in contrasto con i princìpi del Movimento 5 Stelle. Non una fiducia ad orologeria quindi; ma certamente una fiducia che dovrà conquistarsi giorno dopo giorno, provvedimento dopo provvedimento. Però ci tengo particolarmente ad aggiungere che, colui che l'ha preceduta, Giuseppe Conte, non meritava il trattamento al quale è stato sottoposto. Un presidente amato, che ha ben gestito il Paese affrontando una pandemia, è stato disarcionato da interessi di parte e dal livore personale di alcuni. Gli italiani non dimenticheranno le responsabilità di chi prima si tatuava la parola MES sul petto, e poi è stato pronto a nasconderla alla bisogna. Infine - conclude Lanzi - non si propongano al parlamento parole come inceneritori, trivellazioni, tassazione dei liberi professionisti, privatizzazioni, riduzione del superbonus. E non ci venga a proporre la parola sacrificio, magari accompagnata dall’aggettivo necessario, non ingoieremo rospi inaccettabili'.
Governo Draghi, senatore M5S Lanzi si rimangia il no e vota la fiducia
Lanzi aveva più volte ribadito il suo no. Oggi in Aula l'inversione a U: 'Non una fiducia a orologeria ma una fiducia che dovrà conquistarsi giorno dopo giorno'
'Ma voglio essere molto franco - ha continuato Lanzi - l’assenso di oggi può trasformarsi molto rapidamente in un No a qualsiasi misura il Governo varerà in contrasto con i princìpi del Movimento 5 Stelle. Non una fiducia ad orologeria quindi; ma certamente una fiducia che dovrà conquistarsi giorno dopo giorno, provvedimento dopo provvedimento. Però ci tengo particolarmente ad aggiungere che, colui che l'ha preceduta, Giuseppe Conte, non meritava il trattamento al quale è stato sottoposto. Un presidente amato, che ha ben gestito il Paese affrontando una pandemia, è stato disarcionato da interessi di parte e dal livore personale di alcuni. Gli italiani non dimenticheranno le responsabilità di chi prima si tatuava la parola MES sul petto, e poi è stato pronto a nasconderla alla bisogna. Infine - conclude Lanzi - non si propongano al parlamento parole come inceneritori, trivellazioni, tassazione dei liberi professionisti, privatizzazioni, riduzione del superbonus. E non ci venga a proporre la parola sacrificio, magari accompagnata dall’aggettivo necessario, non ingoieremo rospi inaccettabili'.
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