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Gratteri e Nicaso: Nell'Emilia che crolla la mafia arriva prima dei soccorsi

Gratteri e Nicaso: Nell'Emilia che crolla la mafia arriva prima dei soccorsi

Padrini e Padroni. Le parole del procuratore e del saggista fanno a pugni col modello di Bonaccini e Errani. Oggi pomeriggio a Castelfranco Pierluigi Senatore e Gigi Zini intervistano Nicola Gratteri e Antonio Nicaso nell'ambito degli incontri promossi dall'assessorato alla legalità di Giovanni Gargano


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Sabato alle 16 Castelfranco ospiterà il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri e il saggista Antonio Nicaso. L'incontro, moderato da Pierluigi Senatore e da Gigi Zini, è inserito nel ciclo di appuntamenti 'Fai la cosa giusta' promossi dall'assessore alla legalità Giovanni Gargano. I due autori nella sala Gabriella Degli Esposti, presentaranno i loro libri 'Padrini e padroni' e 'L'inganno della mafia'.

PADRINI E PADRONI

'Padrini e padroni' è un saggio racconta come la 'ndrangheta sia diventata classe dirigente, grazie ai contatti con le forze governative e le logge massoniche, già nel 1869.   Nel 1908, scrivono gli autori, un tragico terremoto divora Messina e Reggio Calabria. Si stanziano quasi 190 milioni di lire per la ricostruzione, ma la presenza nella gestione dei fondi anche di boss e picciotti - molti dei quali tornati dall'America per l'occasione - causerà danni gravissimi, sottraendo risorse preziose, trasformando le due città in enormi baraccopoli e dando vita a un malcostume ormai diventato abituale. Lo stesso scenario - si legge nel libro - che si ripeterà, atrocemente, cent'anni dopo, nel 2009, con il terremoto dell'Aquila. Mentre la gente moriva, in Abruzzo c'era chi già pensava ai guadagni. E ancora, nel 2012, nell'Emilia che crolla la mafia arriva prima dei soccorsi.
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A proposito di modello-ricostruzione sventolato da Errani e Bonaccini...

In Piemonte, la 'ndrangheta era riuscita a infiltrarsi nei lavori per la realizzazione del villaggio olimpico di Torino 2006 e in quelli per la costruzione della Tav nella tratta Torino-Chivasso.
La corruzione, l'infiltrazione criminale, i legami con i poteri forti, occulti, come le logge segrete, e non, come la politica sul territorio e a tutti i livelli, fino ai più alti, sono oggi parte di una strategia di reciproca legittimazione messa in opera da decenni da tutte le mafie e in particolare dalla 'ndrangheta - sostengono gli autori -. Già nel 1869 le elezioni amministrative di Reggio Calabria erano state annullate per le evidentissime collusioni 'ndranghetiste. Il primo caso di una serie di episodi che nei decenni hanno segnato l'intera penisola, arrivando fino a Bardonecchia, in Piemonte, nel 1995, e a Sedriano, in Lombardia, nel 2013. Lo scambio di favori fra criminalità e certa parte della politica è continuo e costante, il ricatto reciproco un peso enorme sulla cosa pubblica, con ripercussioni su tutti i settori, dalle opere pubbliche alla sanità, dal gioco di Stato allo sport.
Il calcio è popolare e ha bisogno di investimenti e le mafie, da tempo, si sono accorte delle sue potenzialità, non mancando di sfruttarle, come dimostrano le recenti inchieste giudiziarie.
    Nel libro si parla anche dei ricorrenti disastri ambientali, del consumo dissennato del territorio, del degrado di opere e servizi che, purtroppo, non sembrano più scalfire l'opinione pubblica. In Italia l'incompiutezza è diventata risorsa, strategia di arricchimento per cricche e clan, mangime senza scadenza per padrini e padroni - scrivono i due autori nell'introduzione.

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