Ieri ha esternato le sue preoccupazioni sulla manovra economica del Governo Conte e sull'andamento dello spread affermando che 'le preoccupazioni come italiani dovremmo averle tutti', ma il conto del presidente Hera Tomaso Tommasi di Vignano sinora non ha risentito dei colpi della crisi. In base al bilancio consolidato 2017 infatti, il presidente esecutivo Hera ha percepito lo scorso anno 500.930 euro, con un incremento di oltre 35mila euro rispetto all'anno precedente.
Un aumento di compensi che riguarda tutti i vertici della multiutility con sede a Bologna. L'amministratore delegato Hera Stefano Venier ha infatti incassato nel 2017 512.235 euro (nel 2016 furono 477.085), mentre al vicepresidente (il modenese Giovanni Basile) sono andati 89.026 euro (nel 2016 88.988 euro). Per il direttore generale Roberto Barilli nel 2017 un compenso complessivo di 479.933 euro (contro i 447.149 del 2016). Da segnalare tra gli amministratori Hera modenesi anche i 60.496 euro percepiti da Massimo Giusti (60.473 del 2016), i 19.835 euro di Mara Bernardini (il cui incarico è cessato però ad aprile 2017), i 19.684 di Luca Mandrioli (anch'egli per 3 mesi di incarico) e i 40.671 euro per Marina Vignola subentrata ad aprile. Ricordiamo che Mara Bernardini lo scorso anno ha comunque percepito 99mila euro per il suo ruolo di consigliere Bper.
Hera, compensi stellari: per presidente e ad oltre 500mila euro anno
Ieri si è detto preoccupato per l'andamento dello spread, ma il conto del presidente Hera Tomaso Tommasi di Vignano sinora non è stato toccato dalla crisi
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