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Il dg Ausl Altini sul Met in Appennino: 'Equivalenza funzionale tra equipe mediche e infermieristiche'

Il dg Ausl Altini sul Met in Appennino: 'Equivalenza funzionale tra equipe mediche e infermieristiche'

'I dati di attività degli anni passati evidenziano un utilizzo limitato dei MET per casi gravi. Gli infermieri dei MSA sono altamente formati'


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La conclusione della sperimentazione Met (Medici emergenza territoriale) e la riorganizzazione dell’emergenza-urgenza nella montagna modenese è al centro di un ampio dibattito politico e di forti polemiche. Sul tema facciamo il punto tecnico con il direttore generale dell'Ausl di Modena, il dottor Mattia Altini.

 

Dal 1° luglio, primo giorno di stop al servizio dei medici di emergenza territoriale, quale protocollo di attivazione del soccorso è stato adottato?
'Il progetto sperimentale con il coinvolgimento di MET (medici emergenza territoriale), avviato il 1° maggio 2024 e prorogato fino al 30 giugno 2025, si è concluso come previsto. Il suo obiettivo era testare una nuova integrazione tra medici di base e operatori dell’emergenza per valutare il modello più adatto all’area montana dell’Alto Frignano. Il sistema 118 prosegue regolarmente con mezzi attivi sul territorio, tra cui automediche, ambulanze con infermiere H24/H12 e elisoccorso; il Pronto soccorso di Pavullo resta centrale nella rete. Salvaguardare i PS con la loro componente professionale, infatti, è uno degli obiettivi prioritari del percorso avviato in CTSS. La decisione è stata condivisa con le Organizzazioni sindacali di categoria (FIMMG, SNAMI, SMI) e discussa in incontri dei tavoli di lavoro previsti nell’ambito del percorso avviato in CTSS il 1° aprile 2025, quindi non è stata improvvisata.
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Lo scarso rendimento di importanti risorse anche economiche impegnate nell’area era noto da tempo'.

 

E' stato attivato un monitoraggio sulla gestione dei codici rossi nell'area interessata dal primo luglio, ovvero dallo stop dei medici di Medici di emergenza territoriale?
'La tutela della sicurezza dei cittadini è affidata dal 1° luglio all’intervento esclusivo del Sistema emergenza territoriale 118 che non viene in alcun modo alterato e che utilizza in modo sinergico e coordinato tutte le risorse presenti sul territorio muovendole secondo precisi protocolli di intervento. Sistema che da un lato, verifica puntualmente che su ciascun intervento vi sia una risposta qualificata dal punto di vista dei tempi e della competenza clinica, oltre all’intera tracciabilità dell’intervento, dall’altro attraverso una revisione periodica di tutti i dati a disposizione, verifica se siano necessari correttivi clinici od organizzativi. Questo è in assoluto il sistema più garantista e sicuro per i cittadini di quell’area quindi non è da rivedere. È stato attivato da subito un sistema di monitoraggio in continuo che vede la produzione giornaliera di report su interventi di emergenza/urgenza dell’alto Frignano e di attività resa nel CAU e nell’ambulatorio di Fanano.
Report che verrà inviato ai Sindaci dei Comuni dell’Alto Frignano e al Presidente della CTSS (e consultabile qui ndr)'.

 

Di quanti mezzi dispone oggi l'area dell'alto Frignano?
'L'attuale dotazione dell’area Alto Frignano prevede un mezzo di soccorso avanzato H24 a Fanano (ambulanza con a bordo infermiere 118 specializzato) ; Mezzo di soccorso avanzato H12 a Sestola (ambulanza con a bordo infermiere 118 specializzato) ; Mezzo di soccorso avanzato H24 Alto frignano (auto con a bordo infermiere 118 specializzato) ; Mezzo di soccorso avanzato H24 a Pavullo (ambulanza con a bordo infermiere 118 specializzato) ; Mezzo di soccorso avanzato H24 a Pavullo (auto con a bordo medico 118 specializzato); Elisoccorso (elicottero con a bordo medico 118 specializzato). Vale a dire: 4,5 mezzi di soccorso avanzato per 42.000 abitanti, 1 mezzo ogni 9.400 abitanti circa (standard molto superiore alla media), una dotazione 6 volte superiore a quanto previsto, superiore ai normali standard e che rimane superiore anche ipotizzando il raddoppio della popolazione nel periodo estivo'.

 

Come si svolge l'attivazione del Mezzo di Soccorso avanzato dopo il 1° luglio?
'Sul protocollo di attivazione del mezzo soccorso avanzato, la procedura era già in essere da tempo, in base a progressivi accordi con la CO118.
Già da prima dell’interruzione della sperimentazione MET interveniva in molti casi un’automedica del 118 (di Pavullo o Vignola), successivamente la procedura che regolamenta il preallarme ed in generale l’attività dell’automedica sulle aree in oggetto è stata perfezionata, e formalizzata. Peraltro, come dicono i dati di attività, sui casi gravi interveniva già un mezzo avanzato del 118 con infermiere e, al bisogno, un mezzo del 118 con medico, quindi non vi sono cambiamenti sostanziali nelle regole di ingaggio dei mezzi; dopo i primi giorni di attività la procedura è stata perfezionata e formalizzata l’8 luglio 2025; potrà essere eventualmente oggetto di revisione alla luce dell’attenta valutazione dei volumi e dei dati di attività che quotidianamente l’Azienda mette in campo'.

 

Quanti codici rossi sono stati registrati, gestiti, e sulla base di quale protocollo ad oggi?
'I dati di attività degli anni passati evidenziano un utilizzo limitato dei MET per casi gravi. L’analisi puntuale dei dati in merito alla frequenza con cui i MET sono stati attivati dal Sistema emergenza territoriale 118 ha permesso di rilevare un loro impiego saltuario e discontinuo. Se si escludono i cosiddetti “codici 4” che per lo più attengono alle constatazioni di decesso e che pertanto non richiedono la presenza contemporanea di più figure mediche, sulla quasi totalità dei casi citati si è registrato l’invio di un’altra risorsa medica presente nel sistema 118 (elicottero o automedica), con potenziale “effetto indesiderato” e aumento del tempo di centralizzazione. Andando a ritroso:
-Nel primo semestre 2025 (gennaio-giugno), nell’area di Fanano, Sestola e Montecreto su 496 chiamate totali al 118, gli interventi MET sono stati 81, un intervento ogni 2,2 giorni, di cui solo 2 totali su codici con esito 3 (alta gravità);
-analoga analisi condotta sui dati relativi all’estate 2024 conferma un ridotto utilizzo di queste risorse professionali. Infatti dal 1° giugno al 30 settembre sul totale di 64 interventi che hanno visto un coinvolgimento dei MET, sono 50 quelli etichettati con codice rosso di cui esitati effettivamente in un codice di alta gravità (codice 3) sono stati in totale 3 (con una media quindi di 1 al mese).
-Anche i dati del 2023, quando era attivo il PPI, figurano in linea con gli andamenti descritti in precedenza. Analizzando analogo periodo (dal 1° Giugno al 30 settembre) il numero di interventi etichettati con codice rosso sono stati 53 di cui esitati effettivamente in un codice di alta gravità (codice 3) soltanto 2.
Anche prendendo a riferimento i primi giorni di luglio 2025, vi sono stati codici rossi in invio da parte della CO113 che non sono esitati in codice 3 di rientro (ovvero paziente critico). Ciò rientra nella fisiologica sovrastima messa in campo dalla Centrale operativa nell’invio dei mezzi'.

 

Lei ha affermato che non esiste tema medici o infermieri perché il sistema 118 qualifica a livello nazionale il sistema di intervento avanzato come indipendente dalle figure che vi partecipano, ovvero le equipe possono essere, infermieristiche, mediche o miste. E' così?
'L’affermazione sull’equivalenza funzionale tra equipe mediche e infermieristiche riflette i principi già riconosciuti dal Ministero della Salute. Gli infermieri dei MSA sono altamente formati e operano con protocolli codificati'.

 

Eppure dall'ultima relazione sulle performance dell'Ausl emerge testualmente, in riferimento ai tempi di intervento nell'emergenza-urgenza: 'L’analisi specifica riferita al nostro territorio evidenzia una qualche criticità attenzionata al Dipartimento di Emergenza Urgenza per quanto attiene ad alcune aree ‘disagiate’ della montagna (distretti di area sud) e della bassa modenese'.
'Va riportato testualmente l’intero paragrafo del documento per dare alla frase la sua corretta collocazione e non una lettura strumentale: Il dato “modenese” relativo ai tempi di intervento dei mezzi di soccorso sul territorio, indice della tempestività di intervento del sistema dell’emergenza territoriale, è dichiarato per centrale operativa, il valore di Modena è inferiore all’atteso di 18 minuti”. Le criticità segnalate nelle aree nel 2024 più disagiate riguardano più il sovra-utilizzo dei MSA su codici minori che ritardi nei tempi di intervento nei casi gravi che sono spesso dovuti a condizioni orogeografiche o disagi temporanei nella viabilità (che sono variabili incomprimibili ma tutte sempre gestite tramite la rete complessiva dei mezzi disponibili). I principali indicatori (come quelli relativi al “First Hour Quintet”, volendo semplificare, le cinque situazioni che si avvantaggiano significativamente di una gestione clinica che avviene nella prima ora di trattamento: arresto cardiaco, dolore toracico, insufficienza respiratoria, politrauma, ictus) restano in linea con le buone pratiche regionali. Al contrario si può sottolineare che sul Distretto di Pavullo, gli indicatori di appropriatezza dell’intervento del SET118 relativi ai casi di maggiore gravità (valutazione sanitaria finale 3, paziente critico, e 4, decesso) sono molto positivi, vale a dire che in oltre il 99% dei codici esitati in alta criticità (3 e 4) sono intervenuti, correttamente, o solo Mezzo soccorso avanzato o Mezzo soccorso avanzato in sinergia con Mezzo soccorso di base'.

 

Gianni Galeotti
Foto dell'autore

Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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