Fonderie cooperative ha previsto per lunedì 15 gennaio l’avvio dell’impianto sperimentale per l’abbattimento ulteriore delle emissioni e la mitigazione degli odori. Lo ha comunicato la stessa azienda con una lettera inviata all’assessorato all’Ambiente del Comune di Modena. L’installazione sul punto di emissione E27 dell’impianto sperimentale con iniezione di carboni attivi nelle condotte di aspirazione, a monte dei filtri già presenti, sta procedendo secondo i tempi pianificati e sfruttando il periodo di chiusura natalizia dello stabilimento di via Zarlati. L’accensione degli impianti avverrà già a partire da lunedì 8 gennaio in modo da arrivare alla fine della settimana e all’avvio della sperimentazione con il funzionamento a pieno regime, riducendo al minimo eventuali interferenze sui dati raccolti. Il punto di emissione E27 (distaffatura), insieme al punto E26 (lavorazione e recupero terra), sulla base delle analisi effettuate da Arpae nei mesi di maggio e giugno era stato individuato come responsabile delle emissioni più significative su cui intervenire per ridurre i disagi segnalati dai cittadini. Il progetto sperimentale e i tempi di avvio sono stati concordati con il tavolo tecnico composto da Comune di Modena, Arpae e Ausl dal quale ha ottenuto il nulla osta.
IL PD
E sul tema delle Fonderie interviene anche il segretario provinciale Pd Davide Fava.
“Ritengo ottimo il percorso partecipato e condiviso messo in atto dall’Amministrazione comunale per rendere più vivibile e sostenibile il quartiere Madonnina. L’attuale zona ormai in gran parte residenziale sarà rigenerata e per le Fonderie è stata prevista una data precisa per la delocalizzazione. Ricordo che, comunque, stiamo parlando di un’impresa che, negli anni, ha garantito risposte produttive di qualità, in linea con la legislazione vigente, e posti di lavoro ed entrate certe per tante famiglie. Dovrà, quindi, essere messa in condizione di riaprire, continuare una produzione di qualità, garantendo non solo gli attuali posti di lavoro, ma anche potenzialità di espansione - afferma Fava -. E dovrà mantenere la sua sede a Modena per poter continuare ad essere quella eccellenza del sistema manifatturiero locale che, per decenni, ha garantito il nostro benessere generale. Se non dovessero crearsi queste condizioni, ritengo che tutta l’operazione, alla fine, potrebbe rivelarsi un danno per l’intera collettività. Ma sono certo che così non sarà, perché Modena ha sempre saputo costruire con coerenza e lungimiranza il proprio futuro”.



