'Ho fatto un negoziato con Letta per costruire una alternativa di Governo insieme e per dare idea agli italiani che c'è una altra Italia possibile, ma mentre questo negoziato andava avanti vi erano alcuni pezzi che stonavano - ha detto Calenda -. Oggi mi trovo a fianco persone che hanno votato 54 volte la sfiducia a Draghi che hanno un terzo dei consensi dei 5 Stelle ai quali si dice giustamente no, e poi agli ex 5 Stelle... Allora mi sono perso. Allora ho detto a Letta facciamo una alleanza solo noi due, e voglio solo il 10% dei collegi. Ma a fronte del no di Letta ho comunicato al Pd che non intendo andare avanti con questa alleanza, perchè è contrario a tutto quello che ho promesso'.
L'accordo di ieri portato a casa da Letta con Fratoianni, Bonelli e Di Maio non è dunque stato accettato da Calenda che oggi, dopo una giornata di inusuale silenzio social, ha annunciato su Rai3, ospite di Mezz'ora in più, lo strappo definitivo. Uno strappo deciso nonostante l'apprezzamento e la conferma dell'accordo arrivata da +Europa di Emma Bonino che un'ora fa si era detta soddisfatta per l'accordo siglato con Letta.
Il Pd dunque, dopo aver dimostrato una straordinaria deferenza verso il ben più piccolo partito Azione, si trova abbandonato e in compagnia solamente della sinistra radicale e degli ex 5 Stelle di Di Maio.
Letta è stato appeso per ore alle parole di Calenda e ora ne esce ancora più indebolito e con una leadership compromessa. Dal canto suo il corteggiato Calenda rinuncia a un fronte unitario che possa contrastare il centrodestra e spera, con questa mossa, di incassare maggiori consensi per sè e il proprio partito, scommettendo sul futuro. I sondaggi sembrano dargli ragione e, del resto si sa, 'chi meno ama è più forte'...
Giuseppe Leonelli



