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Mezzetti al festival della migrazione: 'Con le seconde e terze generazioni abbiamo un problema'

Mezzetti al festival della migrazione: 'Con le seconde e terze generazioni abbiamo un problema'

Il sindaco richiama la necessità di mettere al centro un approccio più sociale ed educativo che repressivo nei confronti dei giovani che delinquono: 'Serve ascoltare il rumore sordo della rabbia'


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'Dobbiamo smettere di affrontare questi temi solo con un approccio securitario e iniziare a comprenderli con uno sguardo sociale ed educativo'. È uno dei passaggi dell'intervento del sindaco di Modena, Massimo Mezzetti, al Festival della migrazione in corso a Modena
Il sindaco ha voluto ritornare su concetti che - dice - erano stati travisati anche dai mezzi di informazione nel passato, ovvero la necessità, di fronte al problema della criminalità minorile giovanile, di andare oltre ad una azione securitaria e repressiva e mettere al centro uno sforzo per ascoltare comprenderne le cause.
'Dobbiamo scavare a fondo sulle ragioni dell’aggressività e della rabbia sociale, Se non ci interroghiamo sul perché questi ragazzi – ha spiegato – arrivino a compiere atti di vandalismo o aggressioni gratuite, noi questo problema rischiamo di vederlo crescere e sfuggirci di mano'.

Non basta la repressione, serve comprensione

Nel suo discorso, Mezzetti ha sottolineato come, di fronte agli episodi di violenza giovanile, la risposta non possa limitarsi a un inasprimento delle pene.
'Non serve aumentare le sanzioni – ha dichiarato – se poi chi viene arrestato torna in strada dopo un’ora. Serve la certezza della pena, ma soprattutto la capacità di comprendere le radici del disagio'.
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Il sindaco ha quindi puntato il dito contro quella che ha definito una “visione distorta” della presenza straniera in città: 'Se chiedi a un modenese quanti immigrati ci sono, ti risponde il 40 o 50%, quando in realtà sono il 13%, e la stragrande maggioranza è regolare e lavora'.


Le seconde e terze generazioni dovrebbero essere un’opportunità, non un problema

'Le seconde e terze generazioni – ha detto Mezzetti – dovrebbero rappresentare una risorsa, ma rischiano di diventare per una parte un problema, e questo dobbiamo avere il coraggio di dirlo. 'Non per criminalizzarli, ha precisato, ma per capire le cause del loro disagio: 'C’è un rumore sordo che sale, una rabbia sociale che si manifesta anche con episodi di violenza senza senso. Noi dobbiamo ascoltarla, non ignorarla'.

Per il sindaco, la questione non è solo di sicurezza, ma di solitudine, mancanza di opportunità e assenza di comunità educante. 'Molte famiglie – ha ricordato – sono in difficoltà. Padri che lavorano dodici ore al giorno, madri che fanno le pulizie per arrotondare. Non hanno il tempo né i mezzi per seguire i figli, per mandarli a sport, musica, attività.
E quel tempo vuoto rischia di diventare pericoloso'.

Mezzetti ha invitato a non confondere i ragazzi nati o cresciuti in Italia con i “minori stranieri non accompagnati”, né a usarli come capri espiatori delle insicurezze collettive: 'La comunità deve occuparsi di loro, non respingerli o marchiarli con la lettera scarlatta di seconde o terze generazioni. Dobbiamo mettere in campo strumenti educativi, sociali e culturali, non solo repressivi'.
Nella parte finale del suo intervento, il sindaco ha anche rivolto una riflessione autocritica alla sinistra, la sua area politica di appartenenza: 'Abbiamo spesso parlato solo di diritti, dimenticando che vanno sempre accompagnati dai doveri. Una società giusta tiene in equilibrio le due cose: se pensiamo solo ai doveri rischiamo l’oppressione, ma se pensiamo solo ai diritti scivoliamo nel caos'.
Il messaggio conclusivo è stato chiaro: solo richiamando tutti – istituzioni, famiglie, scuola e giovani – al rispetto reciproco di diritti e doveri sarà possibile costruire una comunità più coesa e sicura.
'Dobbiamo essere noi per primi – ha detto Mezzetti – a dare l’esempio, rispettando regole e valori civili. Solo così possiamo pretendere che anche gli altri lo facciano. E solo così potremo trasformare quelle che oggi chiamiamo ‘seconde generazioni’ da potenziale problema in una vera opportunità per Modena e per l’Italia'.

Gi.Ga.
Foto dell'autore

Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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