Così la senatrice Elena Murelli, intervenendo con una interrogazione al Ministro della Salute, denuncia la decisione dell’Ausl di Modena di 'sopprimere il Met a partire dal 1° luglio, lasciando l’intera area appenninica di ben 689 km² con un solo presidio operativo d’urgenza a Pavullo e una singola auto medica – priva di medico – a Fanano' - scrive la parlamentare.
'Parliamo di una zona montana, con una viabilità difficile, spesso bloccata da neve o frane, dove ogni minuto può fare la differenza tra la vita e la morte. Come si può solo pensare di lasciare interi comuni senza una copertura medica efficace in caso di emergenze? - incalza Murelli -. Non è accettabile che a pagarne le conseguenze siano ancora una volta i cittadini delle aree interne, già penalizzati da tagli ai trasporti, ai presidi scolastici e ora anche alla sanità. Il Ministero della Salute ha il dovere morale e istituzionale di verificare se tale riorganizzazione sia conforme agli standard previsti dal DM 70/2015 e se non rappresenti un concreto pericolo per la salute pubblica'.
La senatrice chiede al Ministro della Salute 'un’immediata presa di posizione e un’indagine puntuale sulle reali condizioni dell’assistenza ospedaliera nel Frignano, affinché si ristabilisca un servizio d’urgenza dignitoso, efficiente e a tutela di tutti i cittadini, residenti e turisti. La montagna – conclude Murelli – non è una terra di serie B. Difenderemo con forza ogni presidio e ogni diritto: la sicurezza sanitaria non è una concessione, è un dovere dello Stato'.



