Una dichiarazione alla quale è seguita un intenso è lungo dibattito composizioni divergenti tra maggioranza e opposizione ma alla fine sostanzialmente in accordo sull'inopportunità dell'evento sul quale sono scattati gli accertamenti anche del ministero sull'eventuale responsabilità, e soprattutto in relazione alla probabile Mancata comunicazione ai genitori del fatto che all'iniziativa non sarebbe stato presente soltanto il sindaco, Come previsto dal finale del progetto ma anche il giornalista palestinese che sarebbe stato invitato da un insegnante il giorno prima, tantomeno Hijazi. Una figura sulla quale a quanto pare nessuno, né a livello di istituzione scolastica né di comune, conosceva la sua posizione giuridica. Un elemento per molti apparso anche preoccupante considerando il contesto di un laboratorio scolastico rivolto ai bambini delle scuole primarie. Ovvero una persona sconosciuta è stata autorizzata ad entrare e a partecipare attivamente ad un'iniziativa rivolta a bambini delle scuole elementari, una iniziativa che doveva prevedere soltanto la presenza del sindaco.
Ricostruendo l'origine dell'iniziativa, il sindaco ha spiegato che l'incontro del 3 giugno rappresentava il momento conclusivo di un progetto promosso da insegnanti aderenti al 'Movimento di Cooperazione Educativa' e sviluppato con alcune scuole primarie della città. Un percorso esterno all'Amministrazione comunale, ma che aveva coinvolto direttamente il primo cittadino attraverso lettere, disegni e riflessioni inviati da bambine e bambini sui temi della pace, della guerra, del dialogo tra i popoli, della convivenza civile e della tutela dell'ambiente.
'Ho ritenuto doveroso, oltre che un bel gesto da parte di un pubblico amministratore, rispondere personalmente a quei bambini e ai loro contributi e rendermi disponibile a momenti di confronto diretto con le classi coinvolte', ha affermato Mezzetti. Il sindaco ha poi spiegato che al progetto hanno partecipato complessivamente undici classi delle scuole Pascoli, Graziosi, Sant'Agnese, Collodi e Gramsci, di cui nove presenti all'appuntamento.
Rispondendo alle richieste di chiarimento sull'organizzazione dell'iniziativa, Mezzetti ha quindi precisato che il percorso educativo era promosso dal Movimento di Cooperazione Educativa, mentre il Comune è stato coinvolto quale interlocutore istituzionale delle classi che avevano scritto al sindaco. Gli aspetti organizzativi sono stati seguiti da componenti del Gabinetto del sindaco, mentre la disponibilità degli spazi del Laboratorio Aperto è stata garantita dall'Ufficio Promozione della Città e Turismo.
Il programma della mattinata, ha spiegato, prevedeva 'semplicemente un intervento di saluto del sindaco e la possibilità poi per i bambini di intervenire dialogando con me' e 'non era quindi previsto nulla che fosse riconducibile a manifestazioni o prese di posizione di natura politica'.
Per quanto riguarda la presenza del giornalista Wael Al Dahdouh, il sindaco ha riferito che l'invito 'non è stato formulato direttamente dall'Amministrazione comunale' e che solo il 2 giugno è arrivata una comunicazione dalla referente del Movimento di Cooperazione Educativa, la quale segnalava che il giornalista si trovava già a Modena per altri appuntamenti pubblici ( aveva partecipato anche alla manifestazione del 2 Giugno alternativa con l'istituzionale organizzata dalla consulta popolare in Piazza Grande), e si era dichiarato disponibile a portare la propria testimonianza.
Analoga la precisazione riguardante Suleiman Hijazi, presente come interprete del giornalista.
Il sindaco ha quindi ribadito che durante la sua permanenza, durata circa un'ora, il confronto con gli alunni ha riguardato esclusivamente temi educativi e valoriali, come la pace, il rispetto, il dialogo, la vita della città, i parchi, la qualità dell'ambiente urbano e la sicurezza, senza che venissero affrontati argomenti 'di carattere politico o pronunciati slogan di alcun genere'. Ha inoltre ricordato di aver lasciato l'iniziativa alle 10 per precedenti impegni istituzionali e di non essere stato quindi presente durante l'intervento del giornalista palestinese né durante gli episodi successivamente riportati dagli organi di informazione. In particolare, ha ribadito di non aver assistito al coro 'Free Palestine', precisando: 'Qualora i fatti si siano svolti nei termini riportati, li considero inopportuni e non coerenti con le finalità educative del percorso'.
Nel corso della risposta è stato affrontato anche il tema delle comunicazioni alle famiglie. Secondo quanto riferito dal sindaco, il programma originariamente previsto sarebbe stato correttamente comunicato, mentre le famiglie potrebbero non essere state aggiornate sulla successiva presenza del giornalista palestinese. Eventuali approfondimenti su questo aspetto, ha osservato, rientrano nelle competenze delle istituzioni scolastiche.
Mezzetti ha inoltre riferito che, per quanto risulta all'Amministrazione, gli unici materiali prodotti nell'ambito del progetto sono stati le lettere e i disegni degli alunni con le relative risposte del sindaco e che il Comune non è a conoscenza di registrazioni ufficiali audio o video dell'iniziativa. Ha infine confermato la piena disponibilità dell'Amministrazione a collaborare con eventuali verifiche da parte degli organi competenti, compresi l'Ufficio scolastico regionale e il Ministero dell'Istruzione e del Merito.
Concludendo il proprio intervento, il sindaco ha difeso il valore educativo del progetto: 'Educare alla pace, al dialogo, al rispetto reciproco e alla convivenza civile rappresenta un compito fondamentale della scuola e delle istituzioni democratiche'. Allo stesso tempo ha evidenziato la necessità che percorsi di questo tipo si svolgano 'sempre nella massima trasparenza, con una chiara definizione delle responsabilità organizzative, una corretta informazione delle famiglie e una particolare attenzione alla tutela dei minori coinvolti'.



