Le scene nuovamente registrate in questi ultimi 3 giorni davanti ai cancelli di Italpizza riportano il calendario all'inizio di dicembre. Quando ai dieci giorni di protesta seguì la tregua raggiunta con l'accordo in prefettura che impegnava azienda, cooperative di lavoratori e proprietà al rispetto di 3 punti chiari sul fronte del reintegro degli operai trasferiti, delle turnazioni, dei preavvisi e degli orari. Un accordo, ad oggi per i Si Cobas non rispettato a pieno per i reitegri (dei 13 previsti, 12 sono avvenuti ma non nelle modalità concordate, ovvero con le medesime mansioni), per due terzi. Un accordo, quello raggiunto in Prefettura, che fu salutato con favore anche dall'assessore con delega al lavoro e alla legalità del Comune di Modena Andrea Bosi che in consiglio comunale richiamò al rispetto degli impegni, dell'importanza delle tutela dei diritti dei lavoratori e, contestualmente, di quelli dell'azienda, capace di generare, attraverso le cooperative, lavoro per circa 900 addetti.
'Ma a quale prezzo questa produzione viene garantita?' - si domanda il docente Elio Tavilla, già candidato di Potere al Popolo alle elezioni politiche e oggi nelle fila di Modena Volta Pagina. 'Quello che sta succedendo a Italpizza - afferma - è allucinante. Chi di noi sarebbe disposto a lavorare con turni massacranti da dodici ore al giorno con turni massacranti, avvertiti solo all'ultimo minuto del giorno prima sul turno del giorno successivo, e per 800 euro al mese. Questa è la situazione a Italpizza. Vengono chiamati sfasciatori di fabbriche, ma questi sono solo operai sfruttati. Come nell'800. Se questa è la modernizzazione, l'eccellenza dell'alimentare noi questa eccellenza la rifiutiamo. Noi l'eccellenza la vogliamo nelle condizioni di lavoro. Questo è tema di sinistra e di questo noi vogliamo parlare nelle sedi politiche ed istituzionali'
Pur su fronti diversi sinistra e lega di fronte alla mobilitazione di questi giorni che ieri ha visto anche i lavoratori non iscritti ai si cobas invitati a mollare le linee di produzione per recarsi nel piazzale a protestare contro i loro colleghi in sciopero, si ritrovano su una posizione comune nel richiamare le istituzioni pubbliche, comune compreso, agli impegni assunti e a riprendere in mano la questione
'Il sindaco si era impegnato ad organizzare un tavolo di concertazione tra le diverse parti, ma oggi questo tavolo non c'è ancora' - sottolinea Luca Bagnoli, commissario cittadino della Lega. 'Ci sono due fronti che si scontrano e si confrontano. E chiaro che se il Sindaco non interviene automaticamente continuano questa situazioni. Lavoro che rischia di fermarsi, lavoratori esasperati e sindacati che non riescono a trovare quella quadra necessaria nel rispetto dei diritti dei lavoratori e dell'azienda. Il sindaco in questa fase dovrebbe e potrebbe essere un elemento di raccordo e si era impegnato. Non capiamo perché a livello istituzionale nulla si muove'
'Dopo la mia interrogazione alla Camera sono emerse violazioni per oltre 700mila euro e il Governo ha confermato che il tema del lavoro ci sta veramente a cuore. Ecco perché non possiamo restare immobili mentre i lavoratori delle cooperative impiegate da Italpizza protestano davanti ai cancelli perché le intese non sono state rispettate' - ha affermato oggi l'Onorevole del M5S Stefania Ascari.
'È inaccettabile che i lavoratori per cui erano previsti i rientri nelle mansioni di produzione si ritrovino impegnati in operazioni di pulizia all’esterno dello stabilimento.


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