Giovanardi denuncia che l’allestimento avrebbe chiuso ogni accesso alla piazza, ma soprattutto all'accademia, impedendo anche ai turisti oltre familiari dei caduti di raggiungere le lapidi interne e costringendo ufficiali e generali a entrare da porte di servizio. Una scena che definisce 'impensabile in qualsiasi altra città', mentre indica la distanza minima tra le tribune e le finestre degli uffici dell’Accademia, sollevando anche un tema di sicurezza: 'Modena ha subito un attentato pochi giorni fa, eppure si consente di piazzare strutture mastodontiche a pochi metri dagli uffici del comando. Senza considerare l'effetto dei Decibel su cui il comune ha emanato un'ordinanza di deroga per il superamento dei limiti sulle strutture storiche e tutelate come appunto il palazzo Ducale. È assurdo negare e blindare piazza e palazzo per oltre 20 giorni'.

Durante il sopralluogo, Giovanardi si è recato direttamente su Corso Canal Grande per chiedere informazioni e accedere dall'accademia dal punto in cui oggi generali e ufficiali sono obbligati a passare. ha chiesto di parlare direttamente ad accedere e ad uscire. Raggiunta la porta di servizio su Canal Grande, proprio mentre usciva un tir legato alla logistica del festival, gli è stato inizialmente risposto che l’istituto 'non è direttamente coinvolto'. Poco dopo è stato fatto entrare. Al telefono c'è il comandante con il quale si intrattiene per diversi minuti mostrando la sua indignazione e comunicando di avere descritto la situazione anche al Capo di Stato Maggiore dell’Esercito. 'Da Modenese e da parlamentare non posso tacere e credo che nessun modenese di buon senso dovrebbe farlo, davanti a una situazione che svilisce l’Accademia, le istituzioni e i valori della città'.
Giovanardi contesta anche il metodo: 'I cittadini non sono stati avvertiti, tutto è stato fatto e chiuso. Ci sono tantissime piazze dove organizzare un evento del genere, non capiamo perché si debba blindare non solo Piazza Roma, ma l’intero Palazzo Ducale'.


