La decisione salva dalla transizione forzata circa 90mila automobilisti emiliano-romagnoli. Per rispettare i limiti sui livelli di PM10 imposti dall'Unione Europea senza bloccare la circolazione, la Regione ha varato un pacchetto di misure compensative alternative, spostando il focus dal settore dei trasporti a quello del riscaldamento domestico, considerato oggi la prima fonte di emissioni inquinanti.
Il piano alternativo si poggia su tre pilastri fondamentali.
Accensione dei termosifoni rinviata: nei comuni di pianura l'avvio del riscaldamento civile verrà posticipato di due settimane, partendo ufficialmente il 1° novembre.
Incentivi per la transizione energetica: la Regione ha stanziato 10 milioni di euro per finanziare la sostituzione dei vecchi impianti termici con moderne pompe di calore e pannelli fotovoltaici.
Giro di vite sulle emergenze: in caso di superamento dei limiti di smog, scatteranno misure emergenziali più rigide. L'orario delle restrizioni durante i giorni di allerta ecologica sarà esteso di un'ora, dalle 8:00 alle 19:00, e riguarderà anche il divieto di utilizzo delle biomasse (come legna e pellet) per il riscaldamento.
'Abbiamo scelto di utilizzare fino in fondo tutti gli strumenti che la legge ci mette a disposizione per mettere in campo misure compensative che garantiscano una riduzione superiore delle emissioni inquinanti ed evitare così una limitazione che avrebbe avuto un impatto concreto sulla vita quotidiana di migliaia di persone, famiglie e fasce più fragili della popolazione, e sull’attività delle imprese, già fortemente gravate dall’aumento dei costi dell’energia- affermano il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessore regionale all’Ambiente e alla Mobilità, Irene Priolo-. Lo facciamo senza arretrare di un passo rispetto all’obiettivo di migliorare la qualità dell’aria: quella individuata è una soluzione che tiene insieme tutela dell’ambiente e sostenibilità sociale'.
'Il bacino padano continua ad avere una situazione particolarmente complessa dal punto di vista della qualità dell’aria e, come previsto nel nostro Piano regionale, sappiamo che servono interventi su tutte le principali fonti emissive- proseguono de Pascale e Priolo-. Per questo interveniamo anche sul riscaldamento civile, posticipando di 15 giorni l’avvio della stagione termica nelle aree interessate e rafforzando, nelle fasi di maggiore criticità, le limitazioni agli impianti a biomassa più emissivi.
'Comprendiamo la preoccupazione sociale legata allo stop agli Euro 5. Sappiamo che per molte persone cambiare automobile oggi è una spesa difficile da sostenere e che sono decine di migliaia le cittadine e i cittadini coinvolti. Ma proprio per questo la risposta deve essere sostenere chi è in difficoltà, non fare marcia indietro sugli obiettivi ambientali'. È questa la posizione del gruppo consiliare Alleanza Verdi Sinistra – Coalizioni Civiche – Possibile dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna sulla deroga.
'Le misure compensative proposte dalla Giunta possono essere positive e vanno messe in campo: penso allo spegnimento posticipato del riscaldamento, alla riduzione dei limiti di velocità in autostrada e agli incentivi per accompagnare cittadini e imprese nella transizione – dichiara Simona Larghetti -.



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