'Il Pd ha un'assemblea nazionale il 21 aprile, discuteranno e decideranno. Mi sembra che tutti ragionino come se il sistema proporzionale non ci fosse, ma l'hanno fatta loro la legge. Da osservatore esterno, dico che se vuoi sapere cosa pensano i 5 stelle parla Di Maio, se vuoi sapere cosa pensa la Lega parla Salvini, se chiedi al Pd invece parlano in sei: questo dà l'idea che forse qualche discussione interna la debbano definire'.
Parola di Maurizio Landini, che parla di post elezioni e dintorni oggi a margine di un convegno della Cgil nella sede della Regione Emilia-Romagna a Bologna. Interpellato a margine sul quadro politico in stallo, osserva l'ex segretario Fiom oggi membro della segreteria confederale Cgil: 'In Germania ci hanno messo sei mesi a formare il Governo, non so quanti in Spagna. Da noi è passato poco più di un mese, vediamo. Hanno fatto una legge che a me non piace e che ha determinato un ritorno al proporzionale: ma per il Parlamento ci vuole il 51%, sennò il Governo non lo fai. Mi sembra però che tutti stiano continuando a ragionare- rimarca Landini- come se non il proporzionale non ci fosse, ma questa legge l'hanno voluta e fatta loro'
. In sostanza, cosa può succedere? 'Cosa saranno in grado di fare- prosegue l'ex segretario Fiom- non lo so. Certo che di un Governo ci sarebbe bisogno, ma servirebbe decidere per fare che cosa: noi abbiamo chiesto di cambiare il Jobs act, fare la legge sulla rappresentanza, far ripartire gli investimenti, aprire una discussione diversa con l'Europa'.
Inoltre, la Cgil nei giorni scorsi ha scritto sia al presidente della Camera sia al presidente del Senato per chiedere di discutere in Parlamento la carta dei diritti del lavoro lanciata e depositata dallo stesso sindacato. 'Oggi pomeriggio - continua Landini - ci sarà un incontro con il capogruppo dei 5 stelle al Senato, abbiamo chiesto incontri a tutti i gruppi'.



