'La sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea pone fine ad una querelle che dura da troppi anni e che finalmente sancisce un principio fondamentale. La Chiesa ha usufruito per anni di aiuti, sotto forma di esenzione dal pagamento dell'ICI, che hanno prodotto concorrenza sleale nei confronti di attività private e un danno economico enorme nei confronti dello Stato'. E' quanto afferma in una nota il Sen. Gabriele Lanzi (M5S) commentando la sentenza europea sull'obbligo del pagamento dell'ICI da parte del Vaticano.
'E' sempre stato chiaro che la Chiesa svolgendo attività scolastiche, commerciali, alberghiere e sanitarie sarebbe dovuta essere soggetta al pagamento dell'ICI come tutti gli italiani. In passato hanno prevalso però logiche clientelari e elettorali che non hanno permesso di riscuotere il dovuto. Ora con questa sentenza si potrà investire questa liquidità, una volta riscossa, per i giovani, il lavoro, le imprese e il welfare nazionale; la Chiesa non potrà che esserne felice'.
Ricordiamo che la Corte di giustizia dell’Unione Europea ha stabilito che lo Stato italiano debba riscuotere l’imposta comunale sugli immobili (Ici) non versata dalla Chiesa tra il 2006 e il 2011, quando grazie a una deroga decisa dal governo Berlusconi fu in vigore un’esenzione per tutti gli immobili di proprietà della Chiesa, poi giudicata irregolare. La decisione della Corte di giustizia ribalta due precedenti decisioni della Commissione Europea e del Tribunale dell’Unione Europea, che avevano stabilito l’impossibilità del recupero dell’Ici non versata per ragioni organizzative.


