Ieri è stata infatti raggiunta la pre intesa sul nuovo contratto per i lavoratori della sanità pubblica. A Modena e provincia parliamo di oltre 8.200 professionisti tra oss, infermieri, tecnici, amministrativi, autisti soccorritori e ostetriche. 'Una vittoria straordinaria della Cisl Fp che dedichiamo ai lavoratori della sanità modenese in servizio in Ausl, Azienda Ospedaliero Universitaria e Ospedale di Sassuolo Spa - aveva detto la Cisl -. E’ finito dopo sei mesi il sequestro del nuovo contratto nazionale, ora possiamo restituire loro dignità, tutela legale e salari più pesanti. Abbiamo lottato come leoni e lo abbiamo fatto per questi professionisti che fanno una vita d’inferno per proteggere la salute di tutti'.'E’ paradossale contare le teste degli infermieri che mancano negli ospedali di Modena, lanciare l'allarme sulla fuga dei professionisti dalla sanità pubblica e poi permettere che le retribuzioni rimangano ferme al palo, troppo esigue per un lavoro così importante nella società – incalza Casamassima (nella foto) – le cifre non sono quelle illustrate dai sindacati firmatari (170 euro), ma parliamo di soli 135 euro lordi per un infermiere, circa un terzo del potere d’acquisto perso e arretrati quasi azzerati da somme già percepite in busta paga. Le lavoratrici e i lavoratori della sanità purtroppo si renderanno conto tra qualche mese, come accaduto per i colleghi delle Funzioni centrali il cui contratto è stato firmato a novembre scorso con la stessa dinamica, quando vedranno nelle loro buste paga quanto scarso è il riconoscimento che i sindacati firmatari gli riconoscono. Incrementi che saranno di neanche 50 euro lordi. Sindacati che gridano “non ci si può fermare alla pacca sulla spalla” per remunerare il lavoro degli infermieri, ma a quanto pare ci si può fermare alle briciole, alimentando quella fuga di personale che è sotto gli occhi di tutti, con carichi di lavoro sempre più alti, con le estreme difficoltà a garantire ai cittadini il diritto alla salute'.'Come è possibile invogliare i giovani a iscriversi alle facoltà infermieristiche se non viene garantita una retribuzione adeguata per un lavoro che è disagiato e su turni?
Lavoratori sanità, Cgil contro Cisl: 'Vergognosa l'intesa sul contratto, compensi fermi al palo'
'Si alimenta la fuga di personale che è sotto gli occhi di tutti, con carichi di lavoro sempre più alti, con estreme difficoltà a garantire diritto alla salute'
Ieri è stata infatti raggiunta la pre intesa sul nuovo contratto per i lavoratori della sanità pubblica. A Modena e provincia parliamo di oltre 8.200 professionisti tra oss, infermieri, tecnici, amministrativi, autisti soccorritori e ostetriche. 'Una vittoria straordinaria della Cisl Fp che dedichiamo ai lavoratori della sanità modenese in servizio in Ausl, Azienda Ospedaliero Universitaria e Ospedale di Sassuolo Spa - aveva detto la Cisl -. E’ finito dopo sei mesi il sequestro del nuovo contratto nazionale, ora possiamo restituire loro dignità, tutela legale e salari più pesanti. Abbiamo lottato come leoni e lo abbiamo fatto per questi professionisti che fanno una vita d’inferno per proteggere la salute di tutti'.'E’ paradossale contare le teste degli infermieri che mancano negli ospedali di Modena, lanciare l'allarme sulla fuga dei professionisti dalla sanità pubblica e poi permettere che le retribuzioni rimangano ferme al palo, troppo esigue per un lavoro così importante nella società – incalza Casamassima (nella foto) – le cifre non sono quelle illustrate dai sindacati firmatari (170 euro), ma parliamo di soli 135 euro lordi per un infermiere, circa un terzo del potere d’acquisto perso e arretrati quasi azzerati da somme già percepite in busta paga. Le lavoratrici e i lavoratori della sanità purtroppo si renderanno conto tra qualche mese, come accaduto per i colleghi delle Funzioni centrali il cui contratto è stato firmato a novembre scorso con la stessa dinamica, quando vedranno nelle loro buste paga quanto scarso è il riconoscimento che i sindacati firmatari gli riconoscono. Incrementi che saranno di neanche 50 euro lordi. Sindacati che gridano “non ci si può fermare alla pacca sulla spalla” per remunerare il lavoro degli infermieri, ma a quanto pare ci si può fermare alle briciole, alimentando quella fuga di personale che è sotto gli occhi di tutti, con carichi di lavoro sempre più alti, con le estreme difficoltà a garantire ai cittadini il diritto alla salute'.'Come è possibile invogliare i giovani a iscriversi alle facoltà infermieristiche se non viene garantita una retribuzione adeguata per un lavoro che è disagiato e su turni?
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