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Legacoop si offre: 'Gestiamo noi ospedali comunità a Modena e Ferrara'

Legacoop si offre: 'Gestiamo noi ospedali comunità a Modena e Ferrara'

'Sono maturi i tempi per sperimentare la gestione cooperativa di servizi a maggiore intensità assistenziale come le lungo-degenze o gli ospedali di comunità'


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Anche in Emilia-Romagna bisogna aggiornare il modello di welfare, che nella pandemia 'ha retto ma ha dimostrato elementi di fragilità da sanare, rivedendo l'accreditamento, la formazione, i servizi domiciliari e incrementando ulteriormente la collaborazione tra pubblico e privato, per ridurre il gap di trattamento tra lavoro pubblico e cooperativo'. È la richiesta più sentita delle cooperative di Legacoop di Modena e Ferrara, contenuta nella relazione del presidente Andrea Benini oggi all'assemblea dei delegati di Legacoop Estense, cui partecipano i sindaci dei due capoluoghi, Gian Carlo Muzzarelli e Alan Fabbri, oltre al presidente della Regione Stefano Bonaccini. Scatta quindi Benini: 'In ambito sanitario, senza voler privatizzare, sono maturi i tempi per sperimentare la gestione cooperativa di servizi a maggiore intensità assistenziale come le lungo-degenze o gli ospedali di comunità'. Del resto, insiste Benini citando l'appello del presidente di Legacoop Emilia-Romagna Giovanni Monti, 'resta problematica la carenza di personale infermieristico, assorbito dalla sanità: è un'emergenza attuale e abbiamo chiesto di attivare tavoli permanenti con Ausl, Conferenze sociosanitarie e prefetti'. Più in generale nel capitolo coop, l'assemblea modenese-ferrarese vuole lanciare 'un messaggio di resistenza e l'impegno a ripartire', all'insegna del titolo della seconda sessione di lavori in assemblea, #lacooperazionenonsiferma, in una regione dove
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viene apprezzato l'impianto del nuovo Patto per il lavoro e il clima della giunta Bonaccini.

Ma aggiunge il ferrarese Benini ripercorrendo l'ultimo anno, nel corso del quale sono stati cruciali gli aiuti pubblici alle principali coop del territorio e non solo: 'È stato importante anche l'utilizzo di strumenti pubblici come la garanzia Sace da parte delle grandi cooperative, a conferma della loro affidabilità, come la Cooperativa Muratori e Braccianti di Carpi, che ha anche costruito una relazione strategica con Cassa Depositi e Prestiti, e Cpl Concordia, finanziata all'interno di un articolo 67 (la procedura di ristrutturazione dei debiti prevista dal decreto 14 del 2019, ndr) grazie - ricorda il presidente di Legacoop Estense - alla capacità del nuovo gruppo dirigente di crescere e superare le difficoltà conseguente ai fatti del 2015', quando gli allora vertici storici della cooperativa della bassa modenese vennero travolti dall'inchiesta giudiziaria sui fatti di Ischia, con eco a livello nazionale per anni.
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