'Riconosciamo che non ci sia nulla di nuovo in tutto ciò: al Tassoni siamo stati attaccati per le nostre attività. Con perfetta coerenza, oggi nelle classi si sboccia per l’esito di un’elezione. Ci rendiamo conto che il concetto di imparzialità politica all’interno degli Istituti sia troppo complesso da recepire, e ormai ne abbiamo preso atto, e appunto arrivare a manifestare il proprio pensiero politico senza usare alcun tipo di argomentazione, se non una bottiglia di spumante, è purtroppo una tristissima scelta perfettamente coerente con questa idea di imparzialità. In una scuola che parla sì di educazione civica, ma che poi aborra ogni forma di dibattito o confronto tra idee politiche diverse, voler imporre il proprio pensiero agli studenti credendosi immuni da giudizi dall’alto della propria figura di insegnante, è senz’altro una mossa da vigliacchi e non da professori - chiude Azione studentesca -. Questa non-scuola non ci appartiene, noi crediamo ancora che gli studenti siano fuochi da accendere e non vasi da riempire. Aggiungiamo anche una cosa, non si beve vino in aula, sicuramente i genitori non saranno contenti di sapere che accade questo'.
Il tutto è stato immortalato anche con fotografie su Instagram da parte di una studentessa (qui sopra un frame).
'L’evidenza della scorrettezza del comportamento del docente è palese, ha dimenticato e frainteso il significato del termine educare, che ha confuso con il termine indottrinare, ci aspettiamo la condanna e dissociazione del gesto da parte della scuola - afferma Andrea Bernagozzi di Forza Italia Giovani -. Riconosciamo però che il problema sia più ampio, e che questo sia solo l’apice, perché se un docente si sente autorizzato a portare alcolici e dolci per festeggiare una vittoria politica, ci chiediamo quanti altri docenti hanno calpestato e ignorato la pluralità delle opinioni degli studenti.


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