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Madonnina 621, salta il progetto espansione Conad, rimane il degrado

Madonnina 621, salta il progetto espansione Conad, rimane il degrado

L'assessore Vandelli ha confermato che la società proprietaria dell'area è in liquidazione e per lo sblocco della situazione si prevedono tempi lunghi


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'La messa in liquidazione della società proprietaria dell'area ha bloccato di fatto il progetto di espansione commerciale del Conad, già concordato con il Comune, che avrebbe consentito il trasferimento dall'attuale struttura commerciale, molto piccola, ad una più grande con effetti importanti anche in termini di rigenerazione urbana di un'area degradata. Purtroppo la società è in liquidazione ed alla ricerca di un concordato con i creditori che, auspichiamo, possa portare ad un sblocco della situazione ed alla possibilità per Conad di realizzare l'intervento'.
 ha detto l’assessore all’Urbanistica Anna Maria Vandelli a La Pressa a margine della seduta del Consiglio comunale nella quale ha risposto all’interrogazione del M5s, illustrata dal capogruppo Marco Rabboni, e trasformata in interpellanza, sulla situazione di degrado alla Madonnina ed in particolare dell'area al civico 621 anche recentemente al centro della cronaca per il degrado, l'occupazione abusiva da parte di spacciatori e tossicodipendenti e oggetto nei giorni scorsi di un incendio che ne ha interessato parte degli immobili abbandonati presenti.

E' chiaro che l'impossibilità, da parte del Conad, di portare avanti in quell'area il proprio progetto di espansione commerciale, comporta un danno in termini di quella che sarà una mancata riqualificazione dell'area.

'Ciò – ha affermato l'assessore – ha evidenti effetti sulla riqualificazione in quanto si sono interrotte le operazioni commerciali in corso e ora sarà il liquidatore a mettere in atto quelle che riterrà opportune.
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Non conosciamo gli accordi tra i privati – ha proseguito – e quindi quanto il pre-contratto tra Cesa Costruzioni e Conad fosse stringente e il valore dello stesso, ma potenzialmente il liquidatore potrebbe intercettare un altro operatore che offre di più. Se il liquidatore dovesse cioè ritenere più vantaggioso per i creditori altri rispetto a quanto previsto, anche assumendo eventuali penali, potrebbe non definire il rapporto con Conad”


Rispondendo in aula l'assessore ha delineato l’iter che interesserà l’area: “Dopo la nomina – ha detto – il liquidatore deve fare il quadro economico e proporre un piano di ristrutturazione del debito. Tali adempimenti richiedono diversi mesi di tempo, circa un anno, e se il piano previsto non otterrà l’ok, si procederà sulla base delle norme, con tempi ancora più lunghi”. 



Appunto, tempo lunghi per una riqualificazione che vista la situazione di rischio e di degrado sempre più allarmante doveva avere tempi celeri.  Lasciando un problema di degrado e di sicurezza pubblica: 'Da parte sua il comune - ha proseguito l'assessore Vandelli - ha messo a disposizione di chi volesse
proporre un progetto, uno strumento importante, lo sblocca Modena e farà di tutto per contrastare qualsiasi forma di uso non appropriato dell'area'.

Nella replica, il consigliere Rabboni si è detto sorpreso del fatto che “al momento del passaggio in Consiglio gli accordi tra privati siano ancora in stadio non avanzato. Sulla zona di via Emilia ovest chiedo venga fatto un frequente monitoraggio: è importante mantenere alta l'attenzione, viste anche le sollecitazioni giunte dai cittadini su degrado e insicurezza”. Il consigliere ha quindi chiesto di cercare di controllare frequentemente le recinzioni spesso divelte e di monitorare le aree di bivacco”.

Gi.Ga.
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