'La chiusura dei punti nascita in molte realtà periferiche non è una conseguenza inevitabile, ma una scelta politica ben precisa del PD e della Regione, tant’è che in Lombardia sono ancora aperti punti nascite come Pieve di Coriano nel mantovano, o Chiari provincia di Brescia. Lo dimostra il caso di Mirandola, dove nel 2022 il punto nascita è stato “sospeso” con il pretesto della mancanza di personale. Ma chi decide di non far ruotare i medici e gli operatori all’interno delle strutture provinciali? La Regione stessa. È evidente quindi che si è voluto scientemente privare il territorio di questo servizio essenziale, senza nemmeno provare a trovare soluzioni alternative - aggiunge Golinelli -. La verità è che il PD e la Regione hanno una visione centralistica, una logica “via Emilia-centrica” che considera tutto ciò che è periferico come marginale e sacrificabile. E non si tratta solo di una questione legata alla sicurezza delle partorienti e dei bambini, ma di una concezione miope della sanità. Non si può pensare di amministrare la salute pubblica basandosi solo su numeri e paper scientifici, ignorando l’importanza di garantire pari diritti a tutti i cittadini, anche a quelli che vivono lontano dai grandi centri urbani. La sanità è fatta di scelte politiche, di attenzione ai territori e di servizi garantiti a tutti, non solo a chi vive nelle città. Il PD ha dimostrato, ancora una volta, di non avere alcun interesse nel tutelare le comunità periferiche. La Lega continuerà a battersi affinché la sanità regionale sia davvero accessibile a tutti, senza discriminazioni tra cittadini di serie A e di serie B' - chiude Golinelli.
'Mirandola e Pavullo: punti nascita addio per sempre. Pd getta la maschera'
'La chiusura dei punti nascita in molte realtà periferiche non è una conseguenza inevitabile, ma una scelta politica ben precisa del PD e della Regione'
'La chiusura dei punti nascita in molte realtà periferiche non è una conseguenza inevitabile, ma una scelta politica ben precisa del PD e della Regione'
'La chiusura dei punti nascita in molte realtà periferiche non è una conseguenza inevitabile, ma una scelta politica ben precisa del PD e della Regione, tant’è che in Lombardia sono ancora aperti punti nascite come Pieve di Coriano nel mantovano, o Chiari provincia di Brescia. Lo dimostra il caso di Mirandola, dove nel 2022 il punto nascita è stato “sospeso” con il pretesto della mancanza di personale. Ma chi decide di non far ruotare i medici e gli operatori all’interno delle strutture provinciali? La Regione stessa. È evidente quindi che si è voluto scientemente privare il territorio di questo servizio essenziale, senza nemmeno provare a trovare soluzioni alternative - aggiunge Golinelli -. La verità è che il PD e la Regione hanno una visione centralistica, una logica “via Emilia-centrica” che considera tutto ciò che è periferico come marginale e sacrificabile. E non si tratta solo di una questione legata alla sicurezza delle partorienti e dei bambini, ma di una concezione miope della sanità. Non si può pensare di amministrare la salute pubblica basandosi solo su numeri e paper scientifici, ignorando l’importanza di garantire pari diritti a tutti i cittadini, anche a quelli che vivono lontano dai grandi centri urbani. La sanità è fatta di scelte politiche, di attenzione ai territori e di servizi garantiti a tutti, non solo a chi vive nelle città. Il PD ha dimostrato, ancora una volta, di non avere alcun interesse nel tutelare le comunità periferiche. La Lega continuerà a battersi affinché la sanità regionale sia davvero accessibile a tutti, senza discriminazioni tra cittadini di serie A e di serie B' - chiude Golinelli.
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