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'Mirandolexit, si va chiarendo quanto ci costa davvero'

'Mirandolexit, si va chiarendo quanto ci costa davvero'

Intervento del consigliere del Pd di Mirandola e dell'Unione Comuni Area Nord Alessandra Mantovani: 'Cosìil Comune abdica al suo ruolo guida dell'area nord'


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“Formulazioni generiche, contraddizioni, slogan vuoti: l’immagine di una città che viene portata da questa Amministrazione a ripiegarsi in una dimensione municipale ed abdica a quella che sarebbe la sua storica vocazione di Comune guida dell’intera Area Nord”: è la denuncia della consigliera Pd dell’Unione dei Comuni dell’Area Nord Alessandra Mantovani.
'Mentre è ancora aperto il contenzioso giuridico generato dalla decisione unilaterale dell’Amministrazione leghista di Mirandola di recedere dall’Unione dei Comuni dell’Area Nord – contenzioso rispetto al quale questa Amministrazione ha ricevuto ad oggi dalla magistratura competente solenni bocciature, ma che è già costato ai cittadini mirandolesi all’incirca 100.000 euro – l’Amministrazione oggi si industria per raggiungere comunque il suo scopo come può, cioè riportando a casa i servizi ad uno ad uno. Con quali disordine gestionale, disagio e incertezze per il personale e costi comincia a diventare chiaro. Dopo il servizio di Polizia Municipale, nel Consiglio comunale di lunedì 29 giugno è stata la volta del Servizio Ambiente, del Servizio Tributi, e del SUAP (Sportello Unico Attività Produttive). Sulla base dello slogan “da soli è meglio”, che resta però tutto da dimostrare. Persino l’esiguo vantaggio economico che ne deriverebbe – di 77.000 euro l’anno – si annulla in virtù della perdita del contributo regionale di 81.000 euro, conseguenza del recesso.
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Nel bilancio presentato non si parla poi dei costi patrimoniali, visto che Mirandola dovrà riacquistare tutti i beni che rimarranno di proprietà dell’Unione.

Se poi passiamo ai vantaggi della gestione diretta dei servizi la perplessità aumenta. Non si capisce cosa sia la millantata autonomia mirandolese ‘riconquistata’ nella gestione del Servizio Tributi, giacché da sempre i Comuni sono sovrani rispetto alle imposte locali. Con la reinternalizzazione del Servizio Ambiente Mirandola perde il Centro di educazione ambientale (CEAS) accreditato dalla Regione, che può esistere solo come organismo dell’Unione e non si comprende come, ridotto nel personale, potrà affrontate le grandi sfide che hanno necessariamente una prospettiva di area vasta: marketing territoriale, mobilità dolce, riconversione ecologica. E questo con buona pace degli entusiasmi espressi da questa Amministrazione sui grandi progetti territoriali, a partire dalla Ciclovia del Sole. Contestualmente il sindaco Greco si compiace dei riscontri lusinghieri ricevuti recentemente sul funzionamento dell’attuale servizio SUAP, che non si capisce dunque per quale ragione vada riorganizzato per farne un duplicato in scala ridotta. Formulazioni generiche, contraddizioni, slogan vuoti: l’immagine di una città che viene portata da questa Amministrazione a ripiegarsi in una dimensione municipale ed abdica a quella che sarebbe la sua storica vocazione di Comune guida dell’intera Area Nord”.
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