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'Modena, allarme sicurezza: ma il sindaco continua a negare'

'Modena, allarme sicurezza: ma il sindaco continua a negare'

Baldini e Rossini: 'Quali iniziative concrete sono state intraprese sulla sicurezza e in particolare per ottenere l'elevazione in fascia A della questura?'


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Il gruppo consiliare Fratelli d’Italia - Popolo della Famiglia di Modena ha depositato un’interrogazione per chiedere al sindaco e alla Giunta quali iniziative concrete siano state intraprese nel campo della sicurezza e in particolare per ottenere l’elevazione in fascia A della Questura di Modena o il suo inserimento nell'elenco delle questure di particolare rilevanza e comunque un potenziamento dell’organico della Polizia di Stato.

“Al termine della visita alla nostra città del Ministro Lamorgese, avvenuta il 21 maggio di quest’anno - evidenzia il Consigliere primo firmatario Elisa Rossini -. Il sindaco aveva dichiarato che l’obiettivo, di cui aveva appunto discusso assieme al Ministro dell’Interno, era di portare l’organico della Questura di Modena dagli attuali 350 addetti a 387, tra poliziotti e impiegati; mentre in sede di Consiglio Comunale tutte le forze politiche, compresa la stessa maggioranza, hanno ribadito la necessità di ottenere dal governo centrale l’elevazione della Questura di Modena in fascia A o in alternativa il suo inserimento nell’elenco delle sedi di particolare rilevanza”.

“L’incremento dell’organico della Questura - aggiunge il consigliere Baldini - servirebbe anche a rivitalizzare il Posto Integrato di Polizia sito presso lo stabile della stazione autocorriere di viale Molza, nel 2019 inserito nel ‘patto per Modena città sicura’ sottoscritto tra il Comune e la Prefettura ma nel corso degli anni gradualmente svuotato di organici e gli agenti di Polizia.
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Il coordinamento tra le Forze di Polizia e il presidio del territorio sono fondamentali per l’attività di prevenzione e repressione dei reati, come del resto ribadito dalla protesta dei sindacati di Polizia avvenuta un anno orsono”.

“Il problema di fondo è che il sindaco di Modena continua a negare che vi sia un problema sicurezza, sostenendo ad esempio che le recenti classifiche che vedono Modena seconda a livello nazionale nei furti in abitazione sarebbero spiegabili in ragione della maggior propensione dei cittadini modenesi a denunciare i reati rispetto ad altre zone d’Italia - conclude il consigliere Elisa Rossini - ma le recenti notizie diffuse dalla stampa a livello locale smentiscono le ricorrenti versioni rassicuranti del primo cittadino: spaccio di stupefacenti in aumento e spesso svolto alla luce del sole sotto lo sguardo di attoniti cittadini a ridosso del centro storico, furti e rapine ed ora anche tentate estorsioni poste in essere da gruppi di giovanissimi ai danni di commercianti. Occorrono investimenti a medio-lungo termine, non solo per potenziare il sistema di video-sorveglianza comunale, ma anche per sostenere quei cittadini e quelle imprese che vogliono installare sistemi di sorveglianza o anti-intrusione”.
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