A spiegare il voto è Matteo Ciaccia, capofila della corrente interna che ha tentato di contrapporsi al commissario Paolo Zanca e al parlamentare Matteo Richetti. 'L'obiettivo evidente di Richetti e Zanca era quello di arrivare a un congresso unitario e al voto per acclamazione - spiega Ciaccia -. Questa unitarietà però non esiste. L'unico motivo per il quale non siamo riusciti a presentare una lista per il provinciale è che l'elenco degli iscritti è in possesso del solo Zanca e non ci è stato consegnato. Ma se 37 elettori su 80 non votano il candidato proposto, un problema esiste, senza calcolare che, ad oggi al di là del nuovo segretario Cargioli, non si sa nulla sugli altri nomi in lista che formeranno la nuova segreteria'.
Nel mirino di Ciaccia finisce in particolar modo Matteo Richetti responsabile, a suo dire, di una continua emorragia di voti all'interno di Azione. 'La gestione Richetti ha portato a un dimezzamento di voti e di iscritti in provincia di Modena, prima con la gestione Pigoni e oggi con la gestione Zanca, responsabile peraltro di una clamorosa lite con un iscritto davanti allo sguardo esterrefatto di Calenda. Così un partito non può crescere'.
Matteo Ciaccia ha comunque rinnovato la tessera di Azione: la battaglia nel partito di Calenda sotto la Ghirlandina continua.


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