‘Quel più 17,69% è l'emblema degli errori - continua Platis -. L'Ausl ha dichiarato, in sua difesa, che la centrale operativa del 118 manda sempre il mezzo più idoneo. Ci mancherebbe il contrario. Sappiamo bene l'abnegazione di autisti, infermieri e medici. Però sarebbe importante spiegare ai cittadini che l'avvento dei Cau comporta l'uso dei mezzi di soccorso dei pazienti più gravi al PS. Il tutto con mezzi dell'emergenza. I fronti aperti sono però anche su versante dei servizi secondari, ovvero quelli che si preoccupano di portare un paziente che necessita dell'assistenza di un infermiere o medico a bordo. Così da un ospedale all'altro, questi mezzi macinano centinaia di chilometri per fare spola da Pavullo e Vignola verso Sassuolo o da Mirandola e Carpi verso Modena, il tutto per una visita specialistica o un esame diagnostico’.
‘Questi mezzi sono di solito divisi in tre turni, ma da qualche settimana l'ambulanza di notte è stata sospesa e di giorno ce ne è una in meno. Se, ad esempio, un ricoverato in provincia ha bisogno di un attività legata alla Cardiologia ed è sera, che si fa? Tutte le volte che non c'è, si rischia di pesare sui mezzi del 118. Invece che cercare di difendere i palesi errori della dirigenza, bisognerebbe invogliare nuove risorse a prendere servizio a Modena e premiare chi, con turni massacranti, servizi in sedi disagiate e mezzi obsolenti, continuana a tenere alto un servizio di eccellenza come il 118 a cui siamo abituati’ - chiude Platis.



