Ebbene queste caratteristiche sono emerse per la prima volta in tutta la loro forza nell'ultima Commissione consigliare nella quale si è discussa una proposta di delibera relativa alla valutazioni di 19 manifestazioni di interesse presentate da privati relative ad altrettanti progetti di rigenerazione urbana in città. Ebbene, tutte le 19 proposte sono state bocciate. L'assessore Ferrari ha bloccato tutto: 19 no su 19, una scelta che ha destato critiche anche tra le fila della maggioranza (in particolare da parte dei consiglieri Lenzini, Poggi e Bosi) e che lunedì dovrà passare dal voto in Consiglio comunale.
Le proposte
Da notare che le proposte riguardano anche aree strategiche della città, alcune in attesa da tempo di riqualificazione.
Nello specifico ecco le zone: Strada Attiraglio-via Montalcini, Banco Fresco-via Tabacchi, Ex Senada, Ex Corradini, Casa Officina Elettrodiesel, Comparto Zodiaco, Comparto Ex Benfra, Comparto ex Corni, Patriarca Hotel & Spa, Ex Poligrafico Artioli, Via Nobili-via Corridore, Via Cimarosa, Ex Borsa Merci, Villaggio Artigiano (via Zarlati-via della Chiesa), Via Emilia Est 859, Hospitality e ex Pro Latte, Viale dello Sport, Via Guarini (rione San Faustino), Via Emilia Ovest – via Bering.
Per fare qualche esempio:

All'ex Senada la proposta prevedeva la realizzazione di una media struttura di vendita tramite il cambio d'uso da produttivo a commerciale dell'edificio. Bocciato.

Rigenerazione al Villaggio artigiano di terreno bonificato tramite demolizione di fabbricati residui e realizzazione di edifici residenziali con piano terra con terziario e commercio di vicinato. Bocciato.

Riqualificazione di fabbricato dismesso tramite la realizzazione di una attività commerciale di ristorazione in viale monte Kosica. Bocciato.

Comparto residenziale Zodiaco: realizzazione di un comparto residenziale ed una scuola privata in un'area libera posta sul limite interno del perimetro del territorio urbanizzato. Bocciato.
Una nuova idea di città o una citta bloccata?
Come detto la svolta è evidente, ma anche nelle proteste dei consiglieri di maggioranza emerge un sospetto.
Giuseppe Leonelli


