‘Ecco pronta la narrazione per la normalizzazione di aMo: il sindaco Mezzetti, un gigante di specchiate virtù; l’ex assessore Bosi, fresco amministratore unico di aMo, novello immacolato custode della giustizia pronto a sgomberare il pattume accumulato nell’Agenzia della Mobilità, associandola ad Avviso Pubblico, un baraccone pubblico nazionale, esperto in mafia, caporalato e azzardo. Forse una esagerazione, ma in questo caso il troppo non stroppia; le dimissioni del Segretario provinciale del partito e di un assessore, ex manager di aMo, non conseguono allo scandalo, ma sono atti di sublime purezza ed eroismo di chi sacrifica il bene personale per la causa comune; il PD non c’entra niente, puro siccome un angelo, parola del parlamentare dem Vaccari che rivendica addirittura: “Siamo noi la parte lesa”; più altre irresistibili insensatezze’. Così, in una nota il consigliere comunale Maria Grazia Modena.
‘Ci sarebbe da ridere a crepapelle se non fosse che è iniziata la corsa alla normalizzazione, alla restaurazione di un sistema perverso, autoreferenziale, strumentalizzabile, permeabile alla corruzione, strettamente legato al PD, dominante Modena, di cui gli enti partecipati rappresentano strutture fondamentali. Se il sindaco Mezzetti volesse veramente distinguersi dai precedenti sindaci modenesi, servitori del PD, gli basterebbe cogliere il suggerimento di Paolo Ballestrazzi, consigliere del gruppo Pri-azione che fa parte della sua maggioranza, che è quello che settori importanti come la mobilità, l’acqua, l’elettricità, vadano sottratti alla gestione esterna delle partecipate e riaffidatidirettamente a quella politica. Darsi come obiettivo l’abolizione delle partecipate, a cominciare da aMo, significa disfarsi di un sistema di potere opaco, strumentalizzabile, eterogestito dal partitone. Forza signor Sindaco dopo le speranza suscitate nei tanti di qualcosa di originale che sembra sempre sul punto di accadere ma non avviene mai, li stupisca, ci stupisca con un atto forte e inaspettato di politica vera’.
‘Modena, dopo lo scandalo Amo è iniziata la normalizzazione’
‘E’ iniziata la corsa alla restaurazione di un sistema perverso, autoreferenziale, strumentalizzabile, permeabile alla corruzione’
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