'Nonostante l'assessore Zanca abbia sottolineato in più passaggi durante la Commissione della necessità di tenere riservati alcuni aspetti e dati per non determinare una eventuale turbativa d'asta, il dirigente in questione non si è scollegato, né ha ritenuto di chiedere alla Presidenza se poteva continuare a partecipare. Sottolineo che il dirigente rappresenta una parte in causa (ora Hera Luce è a il gestore dell'illuminazione pubblica e ha tutta l'intenzione di ottenere nuovamente l'affidamento di tale servizio che muove molti milioni di euro per i prossimi anni); inoltre, si parlava della indennità per il riscatto da parte del Comune degli impianti di illuminazione pubblica che, pur essendo la rete elettrica un bene indisponibile del Comune, era di fatto proprietà di Hera - continua Bertoldi -. Come Lega Modena, per senso di responsabilità, ho ritenuto, dopo aver fatto presente la gravità dell'episodio e avere censurato il comportamento del dirigente Hera e di chi gli ha fornito le credenziali di accesso, di non abbandonare l'aula, ma di continuare negli approfondimenti tecnici necessari per comprendere al meglio tutte le zone grigie della delibera che lunedì dobbiamo votare in Consiglio Comunale (c'è in ballo una sentenza di ottemperanza del Tar dell'Emilia Romagna, che pone il limite inderogabile del 30 ottobre per presentare tale delibera, altrimenti potrebbe scattare il Commissariamento).
Ricordo che il precedente affidamento senza una regolare gara ad Hera Luce del servizio di illuminazione pubblica era stato dichiarato illegittimo sia dal Tar che dal Consiglio di Stato.
È evidente che Hera ha una influenza eccessiva sulle istituzioni che governano questo territorio e questo è un problema con cui dobbiamo confrontarci'.



