'La sentenza del Consiglio di Stato conferma ciò che Europa Verde sostiene da anni: il progetto di ampliamento del 130% su suolo agricolo della Montere era un oltraggio all’ambiente e ai cittadini residenti in zona. I giudici hanno respinto l'appello della Cooperativa Modenese Essiccazione Frutta, confermando le gravi carenze già evidenziate da Europa Verde e dai cittadini: assenza di una reale analisi delle alternative localizzative e valutazioni insufficienti sull'impatto della viabilità'. A parlare è Paola Aime portavoce Europa Verde Modena.
'La sentenza afferma un principio fondamentale: il consumo di nuovo suolo agricolo non può essere autorizzato senza aver prima dimostrato l'impossibilità di recuperare strutture esistenti o individuare soluzioni alternative. Il riuso viene confermato come priorità, non come opzione residuale. Viene inoltre censurato il comportamento dell'amministrazione, che non ha svolto una valutazione autonoma e approfondita degli interessi in gioco, limitandosi di fatto a recepire le conclusioni del proponente - afferma Paola Aime -. Questa non è una vittoria contro l'agricoltura o contro le imprese, ma una vittoria della legalità, della tutela del territorio e dei cittadini che hanno chiesto trasparenza e rigore nelle scelte urbanistiche. La sentenza conferma che le ragioni del nostro voto contrario erano fondate e che la difesa del suolo agricolo e della qualità della vita non è ideologia politica del no a prescindere, ma buon governo. Europa Verde continuerà a opporsi a ogni progetto che consumi territorio senza una reale e dimostrata necessità'.


