Il neo direttore generale dell'Ausl Antonio Brambilla, alla sua prima 'vaccinazione' a Modena, e il direttore del servizio di Igiene pubblica Giovanni Casaletti si presentano in conferenza stampa con l'Ordine dei medici, la federazione dei medici di medicina generale e la federazione italiana medici pediatri, ma anche con i Vigili del fuoco e la Protezione civile. Tutti si vaccinano sul posto (pompieri e volontari avevano gia' provveduto a parte), anche quest'anno, proprio per chiarire un concetto: chi e' a rischio deve sentire il proprio medico e vaccinarsi, per se' e per gli altri. Infatti, l'elenco delle categorie sensibili recita adulti dai 64 anni in su, anziani, bambini e pazienti con patologie croniche, donne in gravidanza ma anche operatori sanitari e sociosanitari, forze dell'ordine e operatori di pubblici servizi. L'anno scorso, in questo senso, l'Ausl ha vaccinato il 45,6% dei propri operatori, triplicando in cinque anni la copertura specifica (la media regionale e' del 39,5%). Per la nuova campagna a Modena e' stato perfezionato un primo acquisto di 176.000 dosi di vaccino: il 32% in piu' rispetto al totale complessivo acquistato lo scorso anno.
Spiega Casaletti sul trend attuale di adesioni: 'Dopo il 'periodo d'oro' di una decina d'anni fa c'era stato un forte calo, generato dai sospetti sulle vaccinazioni. Grazie anche all'impegno costante dei colleghi di medicina generale, pian piano stiamo aumentando il numero delle dosi. Ogni anno in provincia registriamo dalle 3.000 alle 4.000 dosi in piu' che vengono somministrate, sia alla popolazione anziana sia alle persone considerate a rischio. Speriamo di riuscire a fare ancora di piu''. Sara' comunque difficile prevedere il reale andamento dell'epidemia di influenza, che l'anno scorso, secondo le stime, ha colpito 93.000 persone in provincia di Modena (il 13% dei residenti), con 19 casi gravi e sette decessi: 'Numeri che evidenziano quanto l'influenza possa essere pericolosa e quanto possano essere elevati i costi sociali', e' il coro oggi all'Ausl.




