Ecco allora che dalle ceneri delle amministrative la Lega di Modena è risorta con un new deal imposto da Roma (in particolare da Giancarlo Giorgetti) e caratterizzato da nuove parole d'ordine. Non più identità e autosufficienza ma competenza ed esperienza. Solo così si possono interpretare infatti le scelte compiute sulla lista di Modena. Da una parte l'introduzione - imposta dal Nazionale - di figure di spessore come quelle di Isabella Bertolini e Simone Pelloni, dall'altra l'esclusione di tutti gli esponenti leghisti della città (a partire dal capogruppo Antonio Baldini e passando per la consigliera Beatrice De Maio).
Salvini ha dato la nuova linea e consegnato virtualmente le chiavi del partito di Modena (e vista la parabola calante di Gianluca Vinci anche della Regione Emilia Romagna) alla esperienza di una storica e apprezzata parlamentare di centrodestra, la Bertolini, e di un sindaco di una città chiave della provincia, Pelloni. Resta da vedere se gli elettori con le preferenze completeranno la staffetta già segnata. Sullo sfondo ovviamente il ruolo di Stefano Bargi, capogruppo regionale uscente e al momento ancora commissario regionale, il quale proverà a far valere il proprio ruolo anche in termini di preferenze ma che difficilmente potrà trovare sponde fuori da Sassuolo e dal distretto ceramico. Al suo fianco tra i componenti della lista resta solo la carpigiana Federica Boccaletti, mentre gli altri candidati, Simona Magnani e Cristina Girotti Zirotti su tutti, guardano decisamente al nuovo corso bertoliniano.
Eli Gold


