'Il progetto sul sedime delle ex Civ&Civ, per quanto abbiamo desunto dai pochi atti amministrativi, dalle informazioni di stampa e dalla interlocuzione con i cittadini che vivono nell’area di Via Europa, per noi, Articolo Uno Città di Modena e “Sinistra per Modena” presenta un profilo di sostenibilità complessiva svantaggioso - si legge in una nota firmata dalla capogruppo Camilla Scarpa e dalla coordinatrice Maria Teresa Rubbiani -. Aspettiamo ovviamente, speriamo in tempi brevi, di vedere l’annunciato nuovo progetto informato alle prescrizioni e ai suggerimenti della Conferenza dei Servizi che si è espressa lo scorso fine febbraio per esprimere, a nostra volta, un giudizio aggiornato. Al momento il bilancio ambientale, sociale, economico e democratico (partecipazione dei cittadini) ci appaiono deficitari'.
'Particolarmente critici appaiono soprattutto i profili legati alla mobilità (congestionamento legato ai mezzi pesanti), all’inquinamento ambientale (aumento consistente delle emissioni inquinanti e clima-alteranti), alla qualità della vita dei residenti (inquinamento ambientale, rischi sanitari, perdita di porzioni di spazi pubblici verdi, invasività delle volumetrie in altezza rispetto alle altezze dell’abitato, eccessiva prossimità con l’abitato dei confini delle strutture). Relativamente alle emissioni dei mezzi pesanti che circoleranno, in assenza di consistenti azioni di compensazione e mitigazione, obiettivamente, questi aggiungeranno un carico ambientale e di qualità dell’aria scarsamente sostenibili - continua Articolo Uno -. Abbiamo incontrato in diverse occasioni i rappresentanti del “Comitato Villaggio Europa” e da tali incontri è emerso un nucleo di cittadini molto legati al loro territorio, che hanno dimostrato una conoscenza approfondita del progetto originario, la consapevolezza che, a norma di legge, questo nuovo insediamento potrebbe essere realizzato e, proprio per questo, si sono fatti parte attiva proponendo osservazioni e suggerimenti per consentire una convivenza che possa essere la più sostenibile per i cittadini e la società Conad'.
'Lavoreremo perché si giunga ad una soluzione condivisa, che tuteli gli interessi della comunità di cittadine e cittadini che vive nell’area, del Comune e della Conad. Questo passa attraverso una seria e rigorosa analisi costi/benefici, su ogni fronte, da quello ambientale/sanitario, a quello economico e democratico che deve vedere la partecipazione della comunità della zona. C’è però un problema emergente che come istituzioni e politica dovremo prima o poi affrontare: la gemmazione disordinata di poli logistici su tutto il territorio, senza programmazione generale e completamente spoglia di ogni obiettivo di intermodalità col ferro.



