Sulla stangata dei biglietti del bus varata dala giunta comunale di Modena (il voto in giunta doveva essere oggi, come riportato stamani da La Pressa, ma è stato rimandato all'ultimo minuto al 27 luglio per problemi tecnici) abbiamo intervistato l'amministratore delegato di Seta Riccardo Roat. Due i punti centrali della intervista: se il Comune di Modena avesse voluto evitare gli aumenti del costo del biglietto avrebbe dovuto investire molto più dei 200mila euro che sono servizi a 'sterilizzare' gli abbonamenti, in secondo luogo l'aumento da 1,5 a 2 euro non era stato messo nero su bianco nel 2023, ma è stato frutto di un articolato confronto.
Dottor Roat, il contratto di servizio del 2023 prevedeva aumenti già lo scorso anno. Era stato messo nero su bianco già allora il valore dell’adeguamento a 2 euro?
'No, la scelta di come modulare le singole tariffe dei titoli è stata articolata in proposte/controproposte ed è scaturita dal continuo confronto tra tutti gli interlocutori. L’impostazione di base è sempre stata quella di minimizzare l’impatto sugli utenti fidelizzati, obiettivo raggiunto grazie all’intervento economico da parte dei Comuni capoluogo, che si sono fatti carico direttamente di parte dei maggiori costi'.
Il comune di Modena ha investito 200mila euro per evitare l’incremento del costo degli abbonamenti. Quanto sarebbe costato sterilizzare anche il costo del biglietto al comune di Modena?
'Alla luce dell’elevato numero di abbonati e dell’entità degli aumenti di costo registrati dal 2016 (anno dell’ultimo adeguamento delle tariffe urbane), sarebbero state necessarie risorse nettamente superiori a quelle impiegate per preservare la convenienza economica degli utenti abituali'.
Non temete che l’incremento del 33 per cento del costo del biglietto possa disincentivare ulteriormente l’uso dei mezzi pubblici?
'Seta è l’ultima azienda della nostra regione a portare il costo del biglietto singolo a 2 euro, livello già toccato e anche superato da diverse città del Nord Italia comparabili per dimensione, costo della vita e servizio offerto. E comunque, il tema delle risorse pubbliche destinate al finanziamento del trasporto pubblico è un tema nazionale, basti pensare che Asstra (la nostra associazione di categoria) ha stimato in oltre 1,5 miliardi di euro/anno le risorse mancanti dal Fondo Nazionale Trasporti a causa del mancato adeguamento all’inflazione ed ai maggiori costi che tutti vediamo nella nostra vita quotidiana. Questo adeguamento tariffario può invece costituire un ulteriore stimolo per gli utenti occasionali a valutare l’acquisto di un qualche tipo di abbonamento o perlomeno di utilizzare i titoli multicorsa, disponibili in
Su 100 passeggeri che utilizzano i mezzi pubblici in media oggi quanti viaggiano con un abbonamento e quanti usano il biglietto singolo?
In base ai dati anno 2025 sul bacino di Modena, l’utenza occasionale (biglietti singoli/multicorsa) è pari a circa il 25% del totale; il 75% degli utenti viaggia con un qualche tipo di abbonamento. Sul servizio urbano di Modena il 40% circa degli utenti è costituito da abbonati: abbiamo 3.900 utenti con abbonamenti mensili e 9.000 con tessere annuali. Le tessere emesse a tariffa agevolata sono poco più di 7.000: 5.000 abbonamenti annuali gratuiti Salta Su per studenti; circa 1.000 abbonamenti emessi a studenti universitari; altre 1.100 circa tessere emesse con tariffe agevolate/promozionali di vario tipo (anziani, disabili, famiglie numerose, rifugiati...) Sul Servizio extraurbano il 61% degli utenti è costituito da abbonati: circa 5.000 abbonati mensili e 16.200 abbonati annuali (di cui 10.000 circa tra studenti con abbonamento gratuito Salta Su ed altri tipi di agevolazione)'.
Esiste una preoccupazione sulle ripercussioni negative che questo aumento avrà sul turismo a Modena?
'Il turista straniero è già abituato a pagare molto di più il trasporto pubblico nel resto d’Europa, ma anche in molte altre parti d’Italia è così.
Giuseppe Leonelli


