I Circoli del Pd di Castelfranco, Fiorano, Spilamberto, Finale Emilia, Carpi, Nonantola sono in fibrillazione, come scrivono i quotidiani stampati e on-line, per liti interne, contrasti, polemiche che non si riesce a tenere nascoste.
Ha cominciato il sindaco Pd di Castelfranco Gargano a muovere le acque 'licenziando' l'assessore Francesca Capuozzo cui le aveva assegnato le deleghe all'Europa, al Turismo, alla Legalità, “per ostacoli insormontabili”, come lui ha detto. Con una secca replica della interessata che ha definito “gratuite e pretestuose” le accuse mossegli dal sindaco per il suo allontanamento dalla Giunta, ricordando le recenti improvvise 'dimissioni' della vice sindaco Denis Bertoncelli, “a riprova - essa ha aggiunto - di un clima 'opaco' che grava nella e sulla giunta del Pd di Castelfranco”. E pare che le due 'operazioni' del sindaco abbiano provocato mugugni e discussioni accese nella componente diessina del partrito per i 'metodi' autoritari di Gargano.
A Spilamberto c'è stato uno scontro più o meno analogo tra il sindaco del Pd Costantini e una frangia del suo stesso partito per le scelte assunte spesso in 'autonomia' dal sindaco come nel caso dei contributi comunali ai commercianti del centro cittadino, o per la scelta di autorizzare il maxi insediamento della Amazon sul territorio comunale con tutti i problemi di viabilità, di traffico e di distruzione del verde che la costruzioni dei vasti capannoni comporterà.
A Fiorano la maggioranza di sinistra che sostiene il sindaco Tosi è rimasta con un solo voto di margine dopo l'uscita dei due consiglieri eletti in una lista civica a sostegno del sindaco. Motivo del 'divorzio' la crescente insoddisfazione, come hanno detto pubblicamente gli interessati, per dovere approvare a scatola chiusa delibere già decise prima senza sentire il parere dei consiglieri stessi, ma anche la loro insoddisfazione per la mancata realizzazione di opere pubbliche e di manutenzione di spettanza comunale attese dai cittadini.
A Nonantola continua invece la profonda ed estesa insoddisfazione dentro e fuori la maggioranza di sinistra che sostiene il sindaco del Pd Nannetti per il mancato arrivo degli aiuti statali e regionali a favore degli alluvionati del dicembre scorso solennemente
A Finale si assiste invece ad una profonda spaccatura a sinistra che ha portato sinora alla candidatura di tre esponenti dello stesso schieramento alle amministrative di ottobre: uno del Pd, uno della sinistra storica e uno dei 5Stelle, con una situazione definita 'fuori controllo' dalla stessa base piddina che accusa i loro dirigenti di non avere saputo gestire la situazione politica e amministrativa locale.
Per finire Carpi, dove non sono state ancora chiarite le ragioni della autosospensione dal Pd del portavoce del sindaco, l'ex assessore Tosi, che ha preso improvvisamente le distanze dal suo partito dopo la vivace polemica sorta tra il segretario provinciale Fava e il sindaco di Spilamberto Costantini.
Quadro difficile e complicato dunque per il segretario provinciale del Pd Fava che si trova a gestire un partito in ebollizione, come dimostrato dai pochi casi narrati pur essendocene molti altri non ancora emersi pubblicamente, aggravato da uno stato di imbarazzo per il sostegno a Draghi da parte del Pd nazionale che non soddisfa per intero la base, specie la componente diessina e la componente sindacale della Cgil, dibattuta quest'ultima tra esigenze di disciplina di partito e richieste, attese e rivendicazioni della base operaia.
Cesare Pradella



