Lo dichiara il presidente del Gruppo di Forza Italia nell’Assemblea legislativa dell’Emilia‑Romagna, Pietro Vignali, commentando i dati sui costi e sugli accessi del sistema di emergenza urgenza comunicatigli dall’Assessorato regionale alle politiche per la salute.
'A fronte di un’ingente spesa per creare e gestire i CAU, pensati per intercettare le prestazioni a bassa intensità e alleggerire i Pronto Soccorso, non si registra alcuna riduzione della domanda complessiva: nel 2025 in provincia di Modena si contano 368.374 accessi tra Pronto Soccorso, CAU e Punti di Primo Intervento, a fronte dei 321.779 del 2019 – prosegue il capogruppo regionale azzurro – Questo significa che la domanda di emergenza urgenza non è stata ridotta, ma è cresciuta in modo molto rilevante. Il quadro regionale conferma le criticità di questa riorganizzazione: nel 2025, rispetto al 2019, si registrano 107.882 prestazioni in più a fronte di una spesa di gestione dei CAU pari a 73,9 milioni di euro. Nell’anno precedente, pur non essendo ancora a regime, i CAU erano già costati 38,4 milioni, a cui vanno aggiunti 3,39 milioni di euro per le attivazioni. Anche nei CAU della provincia di Modena emerge una forte disomogeneità: si sono moltiplicate sedi ed équipe con costi elevati, ma il risultato è stato quello di spostare il problema da un punto all’altro del sistema. Serve un cambio di passo. Piuttosto che continuare a chiedere nuove risorse allo Stato, sarebbe necessario rivedere scelte organizzative che non hanno prodotto i risultati attesi'.
'Con l’introduzione dei CAU abbiamo un sistema più costoso di quello precedente ma complessivamente meno efficace perché le strutture continuano ad essere congestionate – ha aggiunto il vicecoordinatore regionale di Forza Italia Antonio Platis – Oltre alle spese aggiuntive che non hanno portato ad una diminuzione degli accessi, la riprova del fallimento di questa riorganizzazione è anche nell’avere provocato una competizione salariare che ha drenato risorse e competenze dai già esili organici dei PS. Il sistema si regge sempre più sulla professionalità e sull’abnegazione del personale, che riesce a sopperire a gravi carenze organizzative, ma non può continuare a fare miracoli'.



