'I dati regionali 2026 certificano un peggioramento delle liste d’attesa anche per gli interventi programmati nella sanità pubblica dell’Emilia-Romagna: Modena migliora ma rimane tra le realtà più critiche dell’intero sistema'. Lo dichiara il presidente del Gruppo Forza Italia nell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, Pietro Vignali, alla luce degli ultimi dati forniti dall’Assessorato regionale politiche per la salute sugli interventi programmati nelle strutture pubbliche e in quelle private accreditate.
'A livello regionale il tempo mediano di attesa nel pubblico è salito da 41 giorni nel 2025 a 48 giorni nel 2026 – prosegue il capogruppo forzista da poco divenuto anche segretario regionale del partito – Le situazioni più critiche che fanno abbassare il dato generale riguardano la chirurgia generale, già area più in sofferenza, che raggiunge i 175 giorni medi e le protesi d’anca per cui si resta stabilmente sopra i 140 giorni. Meglio invece sulla chirurgia oncologica che si attesta sui 21 giorni mentre che nel 2025 erano 22 e nella cardiologia e chirurgia vascolare che rimangono stabili a 26 giorni. I dati mostrano che alcune realtà registrano criticità molto più gravi di altre. Tra queste, il caso di Modena è emblematico.
Infatti, proprio nelle 2 aziende sanitarie di Modena si concentrano alcune delle situazioni più problematiche:AUSL di Modena: la chirurgia generale, pur migliorando, resta su livelli altissimi con 217 giorni (era 237 nel 2025), mentre le protesi d’anca si attestano a 111 giorni;
Azienda ospedaliero-universitaria di Modena: la chirurgia generale scende da 231 a 211 giorni, ma rimane oltre i sette mesi di attesa, mentre le protesi d’anca si attestano a 138 giorni (erano 166)'.
“Il confronto con il privato accreditato nello stesso territorio rende il quadro ancora più evidente: per una protesi d’anca si scende a circa 35 giorni; la chirurgia generale si attesta intorno ai 14 giorni. Questi scarti intorno ai 200 giorni di differenza sulla chirurgia generale e intorno ai 100 per le protesi d’anca dimostrano in modo inequivocabile che il problema non è solo di risorse – aggiunge – Se nello stesso territorio esistono strutture in grado di garantire gli stessi interventi in poche settimane, è evidente che il nodo vero è l’organizzazione: programmazione delle sale operatorie, gestione delle priorità e utilizzo della capacità disponibile. Di fronte a questi numeri – conclude Vignali – la Regione non può più limitarsi a monitorare: serve un intervento immediato e mirato per riportare le liste d’attesa sotto controllo e garantire ai cittadini tempi certi e adeguati alle cure'.
Sull’argomento interviene anche Antonio Platis, esponente locale e regionale sempre di Forza Italia: 'Abbiamo riscontro di oltre 500 giorni di attesa per un intervento per un’ernia inguinale.

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