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'Modena, è stata una marcia sulla sicurezza o una farsa politica?'

'Modena, è stata una marcia sulla sicurezza o una farsa politica?'

Daniela Dondi (Fdi): 'E' passato poco meno di un anno da quando ho denunciato la mancanza coinvolgimento dei cittadini nel Patto per Modena sicura'


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'La marcia per la sicurezza di sabato 22 febbraio ha creato diverse gravi criticità.
La maggioranza dei coordinatori del Controllo di Vicinato arrabbiati per l’utilizzo improprio delle chat di controllo di vicinato per organizzarla, per invitare i coordinatori stessi a partecipare, sfruttando la figura di coordinamento che deve rispondere, coerentemente con le proprie responsabilità, alla polizia locale e ai membri di ciascun gruppo.
Il coinvolgimento intuibile di diverse personalità di spicco del locale Pd nell’ideazione dell’evento e poi la loro diretta partecipazione, smentendo clamorosamente gli organizzatori che proclamavano con vigore l’apoliticità della manifestazione.
Attacchi sguaiati da parte degli organizzatori ai capigruppo di Fratelli d’Italia e Lega.
La confusione di tanti, normali cittadini e membri dei Controlli di Vicinato, che non capivano il fine di questa marcia: personaggi in quota PD che chiedevano al governo PD della città di risolvere le problematiche della sicurezza (create dalle tante scelte sbagliate dei precedenti anni fatte proprio dal PD) e che chiedevano un maggior diretto coinvolgimento dei cittadini'. A parlare è il deputato Fdi Daniela Dondi.
'Vorrei ricordare che è passato poco meno di un anno da quando ho denunciato con un comunicato stampa, la mancanza coinvolgimento dei cittadini nel Patto per Modena sicura riscontrando che proprio quel Patto
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nel suo Articolo 1 sancisce, fra gli obiettivi da conseguire 'attivare percorsi di ascolto e confronto con le diverse rappresentanze sociali, economiche e culturali della città, nonchè con la rete dei cittadini del Controllo di vicinato, al fine di definire in maniera condivisa e partecipata le specifiche esigenze'. Ero e sono rimasta negativamente colpita dal fatto che nel Patto per Modena sicura non una volta si nominino i normali cittadini modenesi che non appartengono ad associazioni, gruppi, comitati. Semplici cittadini che potrebbero volere essere ascoltati per denunciare situazioni di insicurezza, degrado, violenza. La mia presa di posizione non sortì effetto alcuno, ed ecco - all'improvviso - arriva ora una marcia e quei cittadini 'sedicenti apolitici' vengono ascoltati. A pensare male ci si prende, soprattutto quando tutti chiedono, come un mantra salvifico, la questura in fascia A, accusando il Governo della situazione difficile in cui si trova la città'.
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