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Modena, le transenne del green pass calano al Festival sulla Libertà

Modena, le transenne del green pass calano al Festival sulla Libertà

Il popolo del green pass osserverà dal recinto dei buoni e con schifo malcelato il popolo dei non vaccinati


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Le transenne che circondano piazza Grande a Modena sono già state disposte. Lo spazio riservato ai possessori di Green Pass, ai vaccinati, è stato esteso fino ai portici e comprende tutta la piazza. Le aree free-Green Pass sono ridottissime. Domani si parte, inizia la tre giorni del Festival Filosofia dedicato alla libertà.
La libertà, proprio quella libertà negata dalle transenne e vincolata al possesso di un passaporto sanitario che oggi il Governo ha deciso debba precludere anche l'accesso ai luoghi di lavoro. Pubblici e privati.
Transenne al Festival sulla libertà per dividere in due il pubblico. Un grottesco paradosso, che uno scatto fotografico serale (foto Frizio) ritrae in tutta la sua sconvolgente e pur lapalissiana verità. Si parla di Libertà a Modena, alla Libertà si dedica un festival. Venite venite voi tutti vaccinati. Ma solo voi, si intende. Sabato alle 16.30 terrà una lezione finanche quel Massimo Cacciari che aveva smascherato i rischi del green pass e delle imposizioni sanitarie. Ma tutto è rientrato, anzi la presenza di Cacciari è lì a fungere da ironico garante di un pluralismo posticcio, della libertà.
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Negata, appunto.
Ma le parole, le accuse, le strumentalizzazioni, i tentativi di criminalizzazione rivolti a coloro che legittimamente ad oggi hanno deciso di non sottoporsi al vaccino (in Italia non esiste l'obbligo vaccinale eppur sono stati accostati a sorci, evasori fiscali, cani, capre...), sfumano davanti alla cruda verità di uno scatto fotografico.
Le transenne nella piazza vuota a dividere due spazi, entrambi all'aperto, entrambi potenzialmente teatro di contagio, non ammettono repliche. Sono transenne che creano una differenza a tavolino, disegnando un di qua e un di là altrimenti inesistente, una differenza creata in virtù di uno strumento (il green pass) che - come ha detto Crisanti - non crea luoghi sicuri e non garantisce la salute pubblica. Perchè il Covid se ne frega delle regole e può contagiare chiunque: vaccinati e non vaccinati.
Ma, domani, ancora una volta, tanti si gireranno da un'altra parte e fingeranno di non vedere. Il popolo del green pass, osserverà dal recinto dei buoni e con schifo malcelato, il popolo dei non vaccinati. Poi ognuno sfiorando con la mano il proprio cellulare e tronfio del proprio QR, con calma e la coscienza serena, si metterà comodamente seduto. E, beato, ascolterà la dotta lectio magistralis sulla libertà. Annuirà e prenderà appunti pensando al pranzo che lo aspetta a casa.
Nelle tranquille mura domestiche della propria famiglia di salvi, di vaccinati.
Giuseppe Leonelli
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