Le tesi di Vezzelli sono basate sulla realtà dei fatti perchè è sufficiente tenere conto di una serie di occasioni perse, di buchi nell'acqua, di illusioni, di promesse non mantenute, per rendersene conto.
A cominciare dalla perdita per Modena dell'investimento di grande spessore della finanziaria cino-americana che ha scelto Reggio piuttosto che Modena per la costruzione di un avveniristico stabilimento per auto di lusso. Con tanti saluti alla tanto decantata Modena capitale della motor valley, refrain retorico della propaganda dem, con evidente imbarazzato silenzio da parte di Bonaccini e Muzzarelli. Chiara perdita di una opportunità economica questa, ma anche la riprova di uno scarso 'peso' politico di Modena in sede regionale, peraltro già notato in precedenti occasioni.
Resta poi vivo nei modenesi il rincrescimento per avere perso anche la stazione dell'Alta velocità ferroviaria a vantaggio di Reggio, senza visibili resistenze dei nostri amministratori comunali di allora, pur in presenza di un ricco tessuto economico e produttivo del territorio. Cosi come si sono persi altri insediamenti produttivi i cui promotori hanno privilegiato altre province limitrofe alla nostra.
Senza parlare poi della telenovela della Manifattura Tabacchi la cui ristrutturazione era stata inaugurata in pompa magna dal sindaco Muzzarelli con l'immancabile vasto accompagnamento mediatico e propagandistico. Una operazione costata decine di milioni che ha partorito nel frattempo il classico topolino con soli pochi appartementi venduti mentre altri 70 sono ancora vuoti. Fortuna vuole che sia intervenuta la Cassa depositi e prestiti ad investire nella operazione 28 milioni a fronte però dei 60 milioni di passivo.
Altro buco nell'acqua l'imponente progetto delle torri librarie ampiamente e pomposamente illustrato e annunciato più volte alla stampa dal sindaco Muzzarelli per il recupero dell'ex Sant'Agostino.
Resta poi in tutta la sua gravità il tasto dolente di una città insicura, dove la criminalità è una emergenza sociale diffusa in tutti quartieri, dove c'è stata una pericolosa infiltrazione mafiosa come ha dovuto ammettere l'assessore Bosi, dove prostituzione e droga sono nelle mani di bande organizzate nigeriane, come ha sentenzionato il gip del Tribunale di Bologna Panza, con spacciatori scatenati non solo al Novi Sad, in stazione e in viale Crispi, dove l'emergenza furti è un'escalation e la delinquenza, all'ormai tristemente noto condominio Rnord della Sacca, una normalità, come hanno detto i residenti esasperati.
Ma la reazione dei cittadini di fronte ad un sostanziale immobilismo della giunta comunale vittima del proprio tentativo di minimizzazione del problema, non si ferma qui come dimostrato dai tanti Comitati di protesta sorti un po' ovunque in città: in via Morane per il passaggio a livello che crea disagi, blocco della circolazione e inquinamento atmosferico, alla Madonnina per la presenza di una fonderia cooperativa che crea fumo, odori, fuliggine a causa di anomalie negli impianti di aspirazione delle polveri, a tutto danno della salute dei residenti in particolare dei bambini, come ha ammesso anche Arpae. Ma la giunta comunale deve fare i conti anche coi malumori e la insoddisfazione del personale interno come testimoniato dal rifiuto del personale dei centri comunali estivi di lavorare anche nel mese di luglio.
Una situazione complessiva, insomma, che lo stesso Muzzarelli ha dovuto definire “di grande tensione sociale”.
Cesare Pradella


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