Lo dicono i fatti, lo testimoniano i sindacati, le associazioni di categoria, i cittadini, i comitati di protesta sorti un pò ovunque in città, segno inequivocabile di insoddisfazione, di malessere, di disagio crescente.
A cominciare dalla cattiva qualità dell'aria che respiriamo (l'Istat ha collocato da tempo Modena tra le città italiane più inquinate) testimoniato dai continui richiami di Arpa per il superamento dei limiti delle Pm e dalle misure emergenziali prese dal Comune per circoscrivere la circolazione automobilistica.
Per continuare con l'aumento 'inaccettabile' delle bollette energetiche di Hera che hanno messo in crisi famiglie e imprese, come hanno denunciato Cgil, Cisl e Uil, Confesercenti, Confcommercio, Lapam e Cna (il segretario Alberto Papotti ha richiamato Hera “ai doveri di equità sociale”), ma anche il complesso delle Polisportive cittadine che si vedono costrette a ridurre gli spazi di ritrovo di giovani e anziani e a spegnere il riscaldamento in pieno inverno (come ha ammesso il presidente di Spazio Coop Riccardo Breveglieri). Sull'argomento vi è stata anche una severa inattesa dichiarazione della consigliera regionale del Pd Francesca Maletti che ha definito “una provocazione” l'invito di Hera ai cittadini ad abbassare il riscaldamento, ricordando che si tratta di “una azienda composta anche dai Comuni, quotata in Borsa, i cui titoli e utili aziendali sono in continua ascesa per cui non si possono più chiedere sacrifici a cittadini e imprese, ma trovare invece soluzioni vere e concrete”. Qualche giornale ha scritto che gli utili sono aumentati del 30 per cento rispetto al 2000 e ricordato che gli stipendi del direttore generale e dell'amministratore delegato di Hera sono di importi milionari. In consiglio comunale la Lega ha chiesto che la Giunta Muzzarelli “si coordini con gli altri Comuni aderenti ad Hera per trovare le misure necessarie per il congelamento delle bollette e la verifica dei comportamenti del vertice aziendale”.
Poi ci sono gli effetti negativi della nuova ondata pandemica sulla economia dei locali pubblici, bar, ristoranti, hotel, al punto da fare sbottare Amedeo Faenza, presidente di Feralberghi-Confcommercio in una inequivocabile invocazione di aiuto: “Città e hotel vuoti, non ce la facciamo più, ma continuaiamo a pagare le tasse degli anni passati e la tassa sui rifiuti che non produciamo più.
E ancora il tasto dolente dell'urbanistica e del consumo del suolo e della continua cementificazione del territorio con la protesta della Lega che accusa la Giunta di “non avere coinvolto le minoranze nelle scelte del Pug e di avere respinto tutte le sue proposte sulla riduzione del consumo del suolo e sulla rigenerazione urbana (parole dei consiglieri Bosi e Rossini).
Per restare in campo urbanistico, vi sono poi le proteste e le richieste dei residenti di via Gerosa alla Sacca per l'annunciato trasferimento della Moschea islamica da via delle Suore nell'area della ex Pro Latte, trasferimento che lascia perplessi per il flusso di islamici nelle ore di preghiera che andrà ad aggiugersi al traffico di auto e camion del nuovo Conad. “E' necessario coinvolgere i residenti su questo trasferimento della Moschea – hanno detto il consigliere regionale dei Fratelli d'Italia Barcaiuolo e i consiglieri comunali Bosi (Lega) e Giacobazzi (Forza Italia), mentre si è assistito alla presa di posizione anche dei consiglieri del Pd Carpentieri, Venturelli e Lenzini che hanno chiesto alla Giunta “un progetto serio, condiviso, che non deve gravare sui residenti”. Insomma, anche da parte loro, ascoltare la voce dei cittadini come l'amministrazione avrebbe già dovuto fare.
Ma anche sulle tante volte annunciato (dal sindaco Muzzarelli) rilancio dell'area della ex Manifattura Tabacchi, tutto tace e tutto è fermo, con 70 appartamenti ancora vuoti e invenduti.
Ciliegina sulla torta di questo 'quadro' non certamente idilliaco della Modena di oggi, il tasto dolente dell''industria della prostituzione' come è stato amaramente definito, con la scoperta da parte della Questura di una vera e propria centrale operativa di smistamento internazionale delle prostitute, una sorta di cabina di regia dello sfruttamento di giovani donne dell'est europeo, pare 170 vittime del racket della prostituzione, gestito e diretto in un centrale operativa ospitata in un appartamento del centro storico di Modena, sotto la Ghirlandina, insomma, con sette persone al momento iscritte nel registro degli indagati.
Non ci facciamo insomma mancare proprio nulla a Modena perchè, oltre ai nostri storici piatti della buona cucina conosciuti in tutto il mondo per merito dei vari Fini, Oreste, Giusti, Bianca, Bottura, Marchini, eccetera ed essere considerati la capitale della Motor Valley per merito di Ferrari, Maserati, Lamborghini, Bugatti, ecco un altro trofeo, quello di città 'Call center europeo' della prostituzione.
Per questo i modenesi ironizzano quando sentono ripetere dai nostri amministratori comunali slogan chiaramente propagandistici, elettoralistici e di cattivo gusto su una città che solo loro vedono o che fanno finta di vedere.
Cesare Pradella



