Sono queste alcune delle domande che il capogruppo di Forza Italia, Piergiulio Giacobazzi, ha formalizzato in una interrogazione sul tema della moschea bengalese a Modena inaugurata a inizio gennaio dal vicesindaco Francesca Maletti.
'Su quale base è stato calcolato il canone di affitto annuo e il forfait delle spese per le utenze, è previsto un conguaglio circa l’eventuale superamento dei consumi legati alle utenze previsti nella concessione? - continua Giacobazzi -. E infine, era a conoscenza l'amministrazione dell’uso quotidiano e di fatto prevalente dei locali in oggetto come luogo di culto e come moschea, così come promosso sul canale social dell’associazione suddetta? Se la tipologia di concessione non è stata rispettata, come intende muoversi il Comune? La Prefettura è a conoscenza della situazione?'
'La pagina Facebook dell’Associazione - ricorda Giacobazzi - sia prima che successivamente all’inaugurazione, documentava e identificava prevalentemente, per non dire esclusivamente, il centro culturale di via Spontini come una vera e propria Moschea chiamata “Moschea Modena Bangla”: a testimoniarlo video con momenti di preghiera, a cui si invitano i fedeli, oltre a post con gli appelli ai connazionali a partecipare alle celebrazioni religiose, ad esempio: 'Nella nostra amata Moschea di Modena Bangla, la preghiera del Santo Tarabi con Jamaat inizia ogni giorno alle ore 20. L'Imam della preghiera Tarabi della Moschea Madena Bangla Mr. Zubair Amin Sahib. Tutte le lodi siano ad Allah solo. Moschea Modena Bangla, Modena, Italia'. E' da ritenersi quindi come la tipologia della predetta concessione sia stata quanto meno male interpretata, stante un uso prevalente diverso da quello ivi indicato'.


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