'Dopo i fatti sconvolgenti di Bibbiano e quelli annosi della bassa Modense, aldilà delle implicazioni penali di cui non voglio parlare essendo fiducioso dell'operato della magistratura, esiste anche una questione politica, ossia siamo certi che gli organismi che gestiscono i servizi sociali siano sempre animati dalle sole questioni tecniche e non anche dall'ideologia politica? Una domanda che un politico, ma anche un semplice cittadino, devono necessariamente farsi'. Così in una nota Bruno Rinaldi, segretario provinciale di Idea.
'Dagli accadimenti di questi mesi si nota una pratica avversa alla famiglia, dettata da un desiderio “rivoluzionario” di sostituzione dei cardini della società, quelli appunto basati sull'intoccabilità delle famiglie e della sua integrità, almeno di quelle per bene, nessuno nega che ne esistano purtroppo delle degeneri in cui i bambini sono trattati male, ma sono certamente la minor parte - continua Rinaldi -. Nel lontano 2006, ero consigliere comunale per il centrodestra nel mio paese sollecitai l'aiuto del servizi per una giovane signora in grave difficoltà e con tre piccole bambine, essendo convocati negli uffici dell'allora COISS (Sevizi sociale dell'unione terre dei castelli ) scorsi nella sala riunioni una gigantografia del Che Guevara, quasi a rimarcare sfacciatamente l'atmosfera di parte, e guarda caso di sinistra, imperante in quei luoghi, una roba vergognosa, il presidente fece subito rimuovere il quadro, però solo dopo che sollevai la questione dal punto di vista giornalistico, da allora ho sempre pensato che la filosofia di fondo non fosse esattamente quella neutra che viceversa sarebbe necessaria. Credo che anche in tale senso occorrerebbe maggior equidistanza da ideologie politiche e maggior scientificità nei criteri di scelta'.
'Nei servizi sociali vige davvero neutralità politica e ideologica?'
Rinaldi: 'Da accadimenti di questi mesi si nota pratica avversa alla famiglia, dettata da desiderio rivoluzionario di sostituzione dei cardini della società'
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