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'Nel 2017 i clandestini sono costati ai modenesi 405mila euro di cure'

'Nel 2017 i clandestini sono costati ai modenesi 405mila euro di cure'

Bargi (Lega Nord): 'Il dato considera solo gli immigrati irregolari che si sono fatti curare nel nostro territorio: per loro gratis farmaci e visite speciali'


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“Ma quali risorse, i clandestini sono un costo: lo scorso anno gli immigrati irregolari che si sono fatti curare sul nostro territorio sono costati ad Ausl e Azienda ospedaliera di Modena 405.531 euro e si tratta di un dato parziale a cui si aggiungono i costi del 2016 che ammontano a quasi 700mila euro (vedi tabella). E, sia chiaro, il dato fa riferimento solamente ai clandestini, ovvero a quella fetta di stranieri che non sono ospitati nelle strutture di accoglienza modenesi e che non rientrano a nessun titolo nei programmi Cas e Sprar”.

A snocciolare i dati, forniti dalla Direzione generale della cura della persona, salute e welfare della Regione Emilia Romagna, sul costo sanitario dei clandestini a carico dei cittadini modenesi è il consigliere regionale della Lega Nord, Stefano Bargi.

“Si tratta di spese di cui Ausl e Azienda ospedaliera di Modena si fanno carico per erogare prestazioni sanitarie gratuite a immigrati irregolari, presenti sul territorio nazionale per le ragioni più disparate. Tali servizi comprendono ricoveri, visite specialistiche ambulatoriali, prestazioni di pronto soccorso e farmaci a erogazione ospedaliera” spiega il consigliere del Carroccio.

“Ai sensi dell’art. 35 comma 3 del D.lgs 286/98, infatti, gli stranieri irregolari senza permesso di

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soggiorno, che si trovano in Italia per qualsiasi ragione, hanno diritto ad essere presi in carico e curati dall’Ausl di riferimento – sottolinea Bargi –; lo stesso decreto dispone anche che il finanziamento delle prestazioni sanitarie “riservate” agli immigrati irregolari, sia a carico del Ministero dell’Interno. Questo significa che il Viminale, per legge, dovrebbe rimborsare ad ogni Ausl della Regione Emilia Romagna l’importo dei costi sostenuti per l’erogazione dei servizi e delle prestazioni sanitarie ai cittadini stranieri non in regola con le norme relative all’ingresso e al soggiorno. Peccato che questo avvenga solo in minima parte e che i tempi di recupero dei crediti siano piuttosto lunghi”.

Sempre secondo i dati forniti dalla Regione su richiesta del gruppo Lega Nord, infatti, a fronte di una spesa regionale complessiva di oltre 8 milioni per l'annualità 2016, il ministero dell’Interno avrebbe rimborsato un importo pari a 3,2 milioni, ovvero quasi 5 milioni di euro in meno rispetto a quanto dovuto.

“Le ragioni dell’insolvenza o dei ritardi del Viminale sono le più disparate – attacca il consigliere regionale – ma il risultato non cambia. Il nostro sistema sanitario regionale continua a spendere milioni di euro non solo per chi “vanta” la condizione di “migrante – richiedente asilo”, ma anche per chi, a tutti gli effetti, è un clandestino.

Mentre i nostri cittadini pagano le tasse e i ticket, ci sono persone - clandestini, migranti e presunti profughi - che per le ragioni più assurde godono di esenzioni e privilegi da primi della classe” conclude Bargi.

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