E' questo uno dei passaggi anche politicamente più significativi dell'intervento, in assemblea legislativa regionale, dell'assessore regionale all'ambiente e alla Protezione Civile, Irene Priolo, durante la risposta alle interrogazioni presentate dai gruppi di opposizione, così come nel corso dell'informativa urgente prevista oggi in aula sugli eventi del 6 dicembre che hanno coinvolto la provincia di Modena.
Un punto particolare, quello sullo stato di utilizzo dei finanziamenti nazionali e regionali messi a disposizione a seguito dell'alluvione del 2014, che ha confermato appunto come in quel tratto di argine interssato dalla rottura, l'utilizzo di quelle risorse non fosse arrivato, almeno con interventi struttuali.
Una informativa con la quale l'assessore ha affermato che la cassa di espansione del Panaro (al centro di questi giorni del dibattito e delle denunce anche sul piano politico per il mancato utilizzo dell'invaso sencondario da 5 milioni di metri cubi di acqua in località San Cesario), ha funzionato nel pieno delle possibilità limitando la piena sul Panaro 'laminando' di fatto per la metà, la piena.
Nonostante il livello ben al di sotto della soglia arginale del Panaro a valle delle casse anche nel modenese ed in quello interessato dalla rottura, ricordiamo come il sistema idrografico del Panaro stesso, comprendente anche il torrente Tiepido, abbia superato i limiti, portando a Modena, alla tracimazione del torrente Tiepido
Nell'informativa l'Assessore ha confermato anche un primo stanziamento emergenziale da due milioni di euro a favore della attività danneggiate dall'alluvione in provincia di Modena
Gi.Ga.



