I Nidi (zero/tre) per effetto del Titolo Quinto della Costituzione sono di competenza esclusiva delle Regioni e perciò così scriveva nel suo programma il presidente Bonaccini: 'Nei prossimi 5 anni azzereremo le liste d'attesa e renderemo gratuito il Nido per accogliere tutte le bambine e tutti i bambini… È il più grande investimento educativo degli ultimi decenni, iniziato lo scorso settembre e che completeremo nella prossima legislatura… Vogliamo essere la prima regione che rende universale e gratuito il Nido come diritto di cittadinanza'.
Condivido l’ambizione di questo macro-obiettivo, ne colgo la grandiosità e lo trovo complementare al progetto tre-diciotto. Significa, talaltro, mette le madri in condizione di lavorare. Bonaccini ha, anche per questo, ottenuto il mio voto.
Tre/diciotto?
L’obiettivo nazionale della politica progressista sull’Istruzione propone di rendere obbligatoria tutta la scuola di ogni ordine e grado: dai tre ai diciotto anni. Il governo lo ha inserito nell’agenda 2020/2023. Un progetto, questo, ardito. Contro una società sempre più diseguale, su proposta del PD di Leu e dei Cinque Stelle, viene messo in campo la più imponente azione di contrasto alla diseguaglianza che mai si potesse immaginare. Un vero rilancio dell’art.3 della Costituzione. Un articolo che, nelle diverse scuole dell’infanzia (Statali, Comunali e Parificate) del comune di Modena, viene disatteso.
Una decisone, quelle dell’obbligo scolastico tre /diciotto che ha lo stesso significato che ebbe a suo tempo la richiesta delle otto ore lavorative e del suffragio universale. Non so se riusciranno a realizzare a breve l’obiettivo, ma quello che conta è che la sinistra ha un orizzonte.Oppure zero/sei?
Occorre cercare di capire se il progetto zero/sei sia in sintonia con quanto bolle in pentola a livello nazionale. Si è arrivati, in questa vicenda, a resuscitare la malfamata legge 107, ovvero la legge sulla “buona scuola” di Renzi, per giustificare il progetto modenese. La legge 107 è stata sconfitta alle urne, contrastata da anni di lotte sindacali. I governi che si sono succeduti a Renzi, hanno provveduto a smontarla, pezzo dopo pezzo. La legge 107 fu al centro della contestazione dei docenti perché era lampante che avrebbe chirurgicamente de-costituzionalizzato la scuola. La legge 107 utilizzava lo zero/ sei come cavallo di Troia per creare e legittimare, mettendoli sullo stesso piano, Stato, Comune e Scuole Parificate, un modello di gestione mista da esportare, poi, nelle scuole di ogni ordine e grado.
La Costituzione
L’ Articolo 33 della Costituzione non a caso recita “… La Repubblica… istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.
Scuole dell’infanzia comunali: una grande esperienza ora in esaurimento
In base ai dati del MIUR del 2018/19, gli iscritti alla scuola dell’infanzia, in Italia, erano in totale 1.460.538. Gli iscritti alle scuole d’infanzia statali erano il 63%. Quelli delle scuole paritarie erano 541.447, pari al 37% di cui le scuole comunali rappresentano il 9% e quelle paritarie private il 28%. Non ci sono dunque le condizioni per un progetto zero-sei comunale. I dati dicono che la scuola dell’Infanzia comunale a livello nazionale è al 9% ed ogni anno la percentuale cala.
Statalizzazione graduale delle scuole di Cresci@mo
Penso che, invece, anche a Modena, si dovrebbe gradualmente statalizzare, man mano che il turn-over delle maestre lascia liberi dei posti di Cresci@mo.
Omer Bonezzi - già Dirigente scolastico


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