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'No al riarmo': in 200 in piazza a Modena

'No al riarmo': in 200 in piazza a Modena

Gli inviti che erano stato inviati al sindaco Mezzetti e al Coordinamento Provinciale della Cgil perché partecipassero all’iniziativa non sono stati accolti


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Su iniziativa del Coordinamento Modenese contro la Guerra, circa 200 persone si sono ritrovate ieri in Piazzetta Muratori per dire 'No al riarmo europeo' e no all'invio di armi all'Ucraina da parte dell'Italia.
Sono intervenuti Riccardo Paccosi, coordinatore degli artisti del Centro Sociale Villa Paradiso che ha ricordato l'importanza della mobilitazione collettiva contro la guerra e in difesa della libertà di espressione che una censura maccartista sempre più stringente vorrebbe ridurre ulteriormente, Olga Ignatieva, cittadina ucraina di Odessa che ha scandito con il suo racconto i drammatici momenti della strage di Odessa del 2 maggio 2014, a cui è sopravvissuta miracolosamente, Fabio De Maio, coordinatore regionale del Movimento Indipendenza che ha sottolineato la necessità di 'unire le forze che si oppongono alla deriva guerrafondaia della Ue che vorrebbe spendere 800 miliardi di euro per riarmare in funzione antirussa i paesi della Unione Europea, mediante quello che sarebbe un gigantesco piano di tagli ai bilanci degli stati, già penalizzati pesantemente dalle politiche restrittive della Commissione Europea'.

Gli interventi successivi dei rappresentanti dei gruppi e delle associazioni presenti all’iniziativa hanno confermato che l’iniziativa sarà la prima di una lunga serie di manifestazioni che devono portare alla creazione di un vero movimento di popolo
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contro la guerra e per ristabilire la priorità della giustizia sociale nell’azione politica.
Il gruppo bolognese Cabaret Social ha eseguito alcuni brani musicali inneggianti alla Pace che hanno unito la piazza in un canto collettivo che ha completato la giornata di mobilitazione.

'Gli inviti che erano stato inviati al sindaco Mezzetti (qui) e al Coordinamento Provinciale della Cgil perché partecipassero all’iniziativa, soprattutto per ascoltare la toccante testimonianza di Olga Ignatieva non sono stati accolti, evidentemente non si vuole dare spazio alle voci che possono smentire la narrazione bellicista dell’aggressore-aggredito su cui si basano le posizioni politiche del governo e dell’opposizione parlamentare - spiega il coordinamento -, mentre si accettano le piazze che espongono i ritratti dei criminali ucraini della seconda guerra mondiale, come Stepan Bandera o gli striscioni che inneggiano ai combattenti neo nazisti di Azov'.
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