'L’obiettivo della giornata è sia quello del confronto attraverso anche la partecipazione di operatori e cittadini e delle loro esperienze lavorative ed individuali, sia di promuovere una visione alternativa per lo sviluppo dei servizi agli anziani, delineando possibili nuove strategie ed azioni per accoglierli all’interno di servizi, al fine di poter garantire loro benessere oltre ad una buona qualità di vita' - spiegano i promotori.
La mattinata sarà aperta dagli attivisti volontari sul welfare Manuela Tonini, Francesco Bertoni, Everardo Minardi e Paride Lorenzini del gruppo Social 4.0, comitato per lo sviluppo di territori e comunità attivo a livello locale nelle realtà emiliano-romagnole. Seguiranno gli interventi di Marzia Bergamaschi (ex responsabile Ufficio qualità Comune di Modena), Cristina Barbieri (coordinatrice CRA e Centri Diurni), Maria Vittoria Chersoni (animatrice CRA), Giuliano Barbolini (familiare residente CRA). Saranno inoltre presentate le esperienze innovative di Laura Valentini – Responsabile Cohousing per anziani “Cà nostra”, Monica Serra – Responsabile Comunità alloggio “Casa famiglia Isabella” di San Giovanni in Persiceto (Bologna)
'Con il convegno di sabato si vuole promuovere una diversa visione in relazione alle politiche locali del welfare a favore degli anziani - spiega Maria Grazia Modena -. Negli ultimi trent’anni il Comune ha sempre più delegato al privato la realizzazione dei servizi per gli anziani. Noi proponiamo un’inversione di tendenza, chiedendo di rafforzare il suo ruolo di governo del sistema locale, sia a livello di gestione organizzativa dei servizi, sia a livello di programmazione, monitoraggio e controllo sulla qualità e sulla trasparenza. Il convegno mette a disposizione anche esperienze di altre città della nostra Regione, che permetteranno un confronto diretto, utile ad avere spunti per una elaborazione di nuove progettualità. Il sistema locale dei servizi di welfare deve garantire all’anziano il massimo della tutela psicofisica, di assistenza e benessere, mettendolo sempre al centro dei progetti di assistenza. Va superata la cultura dello scarto, del vuoto a perdere, dello stigma dell’anziano considerato solo come malato privo di interessi, emozioni, creatività. Va inoltre superato il paradigma economico secondo cui il welfare, e in particolare l’assistenza agli anziani, sono un costo da ridurre, una spesa improduttiva.


